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La storia di una ragazza che ha sconfitto il buio per ritrovare la luce
Di Roberto (del 01/10/2009 @ 11:02:40, in Libri, linkato 266 volte)

Vitina Maioriello, “Tramonto, buio, luce”, Edizioni Progetto Cultura 2003, Roma 2005

 

Ho avuto la fortuna di conoscere, se pure virtualmente, l’autrice di questo libro proprio attraverso il mio sito web. Mi ha scritto, Vitina, e da lì è nata la nostra amicizia a distanza. “Tramonto, buio, luceè il racconto autobiografico di questa ragazza, investita da un pirata della strada al ritorno da scuola e rimasta paraplegica fin dalla tenera età di sei anni. Il titolo del libro rispecchia i tre momenti che lei ha attraversato nella sua vita.

“Il buio” è drammatico e mi ha colpito profondamente. La storia di una bambina spensierata e birichina che, d’un tratto, si ritrova, il 24 ottobre 1985, dopo pochi giorni di scuola, irrimediabilmente immobilizzata su una sedia a rotelle ha fatto sì che trattenessi a stento la commozione. Vitina, che oggi ha trent’anni, riesce a comunicare gli stati d’animo di quei momenti sconvolgenti con straordinaria semplicità ed efficacia. Ho visto, così, nella mia mente, una piccina che si risveglia in un letto d’ospedale e che si prepara ad affrontare il calvario che l’attende. Ho compreso le sue paure, i suoi turbamenti, il suo senso di solitudine e di abbandono, mentre le cure mediche la sottraevano inevitabilmente all’affetto dei suoi genitori. Una frase (pag. 34), legata alla coscienza, nel piccolo cuore di una bimba di sei anni, della irreversibile infermità derivante dal drammatico incidente, mi ha raggelato: “Di questa cosa non so perché me ne sono subito resa conto, senza che nessuno mi avesse detto niente, quasi consapevole di quello che mi stava succedendo”. Il libro ci dona la trepidante esperienza di una bambina coraggiosa che ha saputo diventare una ragazza forte, proprio attraverso il calvario che ha segnato la sua esistenza. Nel libro ho colto tre aspetti fondamentali, così come Vitina ha suddiviso in tre momenti l’incedere della sua vita: lo stato d’animo di una bambina schiacciata dal peso enorme di ciò che le era accaduto, l’amicizia tradita e la fede che traspare nei momenti più bui del racconto. A mio avviso Vitina ha saputo trarre dalla sua sconvolgente esperienza la forza necessaria per andare avanti, ha capito il significato dell’amicizia autentica ed ha imparato a conoscere meglio le persone, ha saputo trovare nello spazio dell’invocazione il senso profondo della vita: “Dovevo vivere ogni cosa di cui ero capace nei giorni che il Signore aveva deciso di darmi, dopotutto, a causa dell’incidente, sono andata vicino alla morte e se il nostro Padre non mi ha preso con sé, vuol dire che dovevo restare su questa terra, seppure su una sedia a rotelle, per continuare a vivere ed essere una persona viva” (pag. 56).

Ecco lo straordinario messaggio del libro, perché, nei momenti in cui tendiamo ad abbatterci di fronte alle vicissitudini della vita, possiamo trovare in noi  un pizzico di quella forza con la quale Vitina ha riconquistato la luce.

Roberto Rossolini

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# 1
la vera fortuna l'ho avuta io nell'incontrare Roberto.. e le sue parole mi hanno emozionato perchè attraverso la sua lettura ha perfettamente intuito quello che è il messaggio che ho voluto inviare nelle mie semplici righe: la voglia di vivere non deve mai abbandonarci anche nei momenti più bui... per chi volesse leggere altro di me il mio sito web http://vitinamaioriello.altervista.org
Di  Vitina Maioriello  (inviato il 01/10/2009 @ 16:52:32)
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