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E’ uscito nel 2006 “Nichilismo, eterna lotta fra ragione e arbitrio” e devo dire che ha dato all’autore e, spero, anche all’editore, svariate soddisfazioni. Tra queste corre l’obbligo di annoverare la lusinghiera attenzione ricevuta in ambito giuridico! Nel riflettere su questo aspetto a posteriori posso dire che i concetti di filosofia del Diritto non hanno mai mancato di ispirare le varie fasi della stesura del libro. Tuttavia sapere che autorevoli giuristi, con le loro prestigiose opere pubblicate da importantissimi nomi dell’editoria, hanno preso in considerazione le sommesse posizioni da me espresse in “Nichilismo (…)” è senza dubbio un grande onore, prima, e una bella soddisfazione da un punto di vista umano poi. Basti questa emozionata premessa ad introdurre i due libri in questione...

“L’immigrazione è una realtà. Occorre saper coniugare insieme quel principio dell’ accoglienza che ha sempre innervato l’ anima profonda del nostro Paese con un altro principio, non meno necessario, quello della legalità, di cui tutti si avverte la necessità per la convivenza sociale.” (Card. Angelo Bagnasco)
Racconto una storia per riflettere sulle condizioni e sui presupposti dell’immigrazione…
Una di queste mattine ero nella sala d’aspetto del medico di famiglia, come sempre affollatissima di varia umanità in cerca di sollievo agli affanni e agli acciacchi di ogni età. Nell’attesa, avendo appurato che le pubblicazioni non erano di mio gradimento, stavo riflettendo tra me e me, quando la mia attenzione è stata attirata da una discussione al banco della segretaria del medico. C’era una coppia di giovani immigrati africani...

Nonostante tutte le difficoltà la "povera balena bianca" è sempre lì, ogni giorno, a svolgere la sua azione educativa in favore delle giovani generazioni...
E’ ora di riparlare di scuola e di docenti!
Mi torna in mente un’acuta osservazione fatta dal relatore di un Master che ho frequentato. Questo professore disse che la scuola è facile oggetto di attacchi da parte di chi sostanzialmente non la conosce o la conosce poco, perché è sempre lì, come una specie di “balena bianca” a rischio estinzione, pronta a svolgere il compito cui è preposta in silenzio e mitezza… In effetti è così. La scuola sembra incassare colpi su colpi senza scomporsi più di tanto… Nonostante tutte le mistificazioni riversate su di essa, l’Istituzione continua tenacemente a fare il suo dovere quotidiano nei confronti delle giovani generazioni. Ed è così che questo “ubbidir tacendo” della scuola, nobile atteggiamento di servizio pubblico, offre il fianco a quanti sparano volentieri sul nostro sistema educativo. Qualche sera fa ho sentito un noto politico dire che gli insegnanti, poverini, vanno lasciati stare, anche perché prendono quattro soldi ecc. Queste pietose intenzioni non fanno bene alla scuola....

“L’uomo ama costruire e tracciare strade, è pacifico. Ma da che viene che ami appassionatamente anche la distruzione e il caos?”
(Fedor Dostoevskij)
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Non intendo parlare del pensiero anarchico e della sua storia, perché questi concetti sono molto lontani da ciò su cui vorrei riflettere. Esiste infatti una forma di “anarchia” più terra terra, più strisciante e, per questo, sicuramente più pericolosa, che finisce per condizionare grandemente la nostra esistenza quotidiana e purtroppo il cammino futuro del Paese… Questa sorta di “anarchia plebea”, insomma, prima ancora che un comportamento è una forma mentis, un modo di ragionare e di essere, ben lungi dal concetto di libertà estrema alla base del pensiero anarchico, quello vero. Nei “nuovi anarchici”, questa è la mia definizione del tutto personale, domina invece l’opportunismo e l’ipocrisia, condite da una buona dose di faciloneria nell’affrontare le cose. Come si manifesta dunque, nei vari aspetti del vivere quotidiano, questa “anarchia plebea” cui mi riferisco? E’ presto detto. Nel lavoro privato, dove tutto è possibile e dove la simpatia, la capacità comunicativa e di persuasione possono fare “miracoli”, imperversa “l’onnipotenza” decisionale, questo si sa, con possibili sperequazioni a tutti i livelli e situazioni molto diverse, in continuo mutamento, da realtà a realtà. Ma anche il settore pubblico è ormai contagiato dal virus della “nuova anarchia” dei giorni nostri:...
Vitina Maioriello, Il nulla e il suicidio giovanile. Analisi e riflessioni su un fenomeno drammaticamente attuale, Edizioni Progetto Cultura, Roma 2010,
ISBN 978-88-6092-217-5
Si tratta di un libro cui tengo molto, non solo perché ne ho scritto la postfazione, ma perché ne ho seguito le sorti passo passo fin dall’inizio. Se, come sostengo, la prefazione è un’anticipazione di significati, la postfazione rappresenta la riflessione ulteriore in grado di fornire le chiavi interpretative per lo svelamento di tutti i significati. In verità il rischio di questo genere di saggistica è quello di diventare l’ennesimo, comunissimo, arido trattato sociologico sul suicidio giovanile…
Una simile deriva è stata scongiurata forse per la mia irriducibile insistenza, ma soprattutto grazie alla prorompente umanità dell’autrice, che non poteva certo essere messa a tacere da una fredda classificazione dei dati e da una altrettanto distaccata analisi delle statistiche. Dalla convergenza di questi nostri reciproci apporti è scaturito quest’ultimo libro di Vitina Maioriello, “Il nulla e il suicidio giovanile. Analisi e riflessioni su un fenomeno drammaticamente attuale”, pubblicato da Edizioni Progetto Cultura....

N. 22 - 5 LUGLIO 2010
Il numero 22 della storica rivista “LA TECNICA DELLA SCUOLA”, quindicinale d’informazione che da 60 anni si occupa dei problemi scolastici, nell’apposita rubrica riservata ai libri, pubblica una lusinghiera recensione, a firma di Alessandra Muschella, dedicata all’ultimo libro di Roberto Rossolini, “Non luoghi del mondo giovanile – Incursioni all’origine del disagio”, L’Orecchio di Van Gogh edizioni, 2009, ISBN 978-88-87487-70-1:

Lettera ai bambini
di Gianni Rodari
E’ difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.

Una mia cara amica e collega ha appena finito di leggere il mio ultimo libro, che le è piaciuto molto, (naturalmente, altrimenti mi sarei offeso!). Scherzi a parte, lei dice di aver ritrovato nel testo tanto del suo vissuto sul campo della “sfida educativa”, proprio come mi piace definire il nostro lavoro nel mondo giovanile. Noi, che conosciamo la scuola e l’educazione, comprendiamo bene che non esistono ricette né progetti che tengano! Il libro affronta le principali tematiche che oggi rappresentano la sfida stessa e questa mia amica ha individuato il messaggio fondamentale che ho voluto trasmettere: l’educazione come fonte di speranza, tanto che nella conclusione ho cercato di sintetizzare la chiave di lettura di tutti i saggi contenuti nel libro. Le lusinghiere parole della mia amica mi spingono a soffermarmi un po’ su questo concetto. Noi sappiamo di non sapere, come ci ha insegnato Socrate, qualche volta non sappiamo che pesci prendere nel rapporto educativo e spesso molti dei canali comunicativi che cerchiamo di attivare si rivelano fallaci…...
Anobii, noto Socialnetwork librario, ospita questo bel commento di "Carlotta57":
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"Interessante e utile analisi del mondo giovanile: il disagio, la fragilità, il vuoto esistenziale, le cause delle problematiche... Si parla anche della famiglia di oggi, della scuola e del suo difficile ruolo, di emergenza educativa. Importanza dell'educazione come speranza per il futuro, la scuola come investimento e risorsa per il futuro. L'augurio è che 'il mondo adulto ritrovi prima per sé e poi per i giovani il senso della vita e la fiducia nel futuro'".
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Link attivo:
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Commenti sul testo e recensioni di Lib(e)roLibro.it:
"THANKS, NO PROJECTS!"
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Qualche lettore, nell’apprezzare il libro, ne sottolinea il carattere, diciamo così, “non progettuale”....

Roberto Rossolini, "Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all'origine del disagio", L'Orecchio di Van Gogh edizioni, 2009, ISBN 978-88-87487-70-1
Il libro può essere ordinato in tutte le librerie e on-line attraverso i siti librari
Quale responsabilità riveste la società contemporanea e qual è il ruolo esercitato dai mass media rispetto alla criticità del sistema educativo? Il disinteresse da parte degli adulti getta i giovani in uno spaesamento collettivo da cui deriva un vuoto esistenziale che finisce per legittimare ogni sorta di comportamento deviante. L’autore trasferisce nel libro la sua ultraventennale esperienza di pedagogista affrontando l’ampio spettro delle problematiche legate al disagio, mantenendo fermo l’obiettivo sulla proposta di un autentico recupero delle responsabilità del mondo adulto, sulla speranza nel futuro e sui principi fondamentali cui ispirare l’azione educativa.
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Giovedì 10 dicembre 2009, nella sala della Biblioteca civica “Massimo Ferretti” di Chiaravalle, L’Orecchio di Van Gogh ha presentato l’ultimo libro di Roberto Rossolini, “Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all’origine del disagio”, facente parte della sua collana “Nuove Stazioni”. All’incontro è intervenuto il Dott. Giovanni Sgardi, caposervizio del quotidiano “Il Messaggero”. Erano presenti l’Assessore alla cultura del Comune, Lorenzo Fabbri, l’editore, L’Orecchio di Van Gogh, nella persona di Marco Refe e, naturalmente, l’autore....

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Il nostro è uno strano Paese, dove le risorse e le contraddizioni si scontrano continuamente in una specie di balletto senza fine. Oltre ad essere rimasti orfani dei Santi, dei poeti e dei navigatori, ora rischiamo anche di ricadere nell’analfabetismo giuridico ed economico. Infatti, con la riforma Gelmini, che entrerà in vigore dall'anno scolastico 2010/11, in antitesi con le indicazioni europee, il diritto e l’economia subiranno un pesante ridimensionamento negli Istituti tecnici e professionali, scomparendo quasi del tutto dai Licei, dove la fantomatica opzione economico-sociale, consentita solo al liceo delle scienze umane, non sarà in grado di parare il colpo inferto all’insegnamento del Diritto. In questo modo i giovani usciranno dalla scuola senza sapere cosa siano le fonti del Diritto, gli Organi costituzionali, un contratto, un piano regolatore e così via…...
Vitina Maioriello, “Tramonto, buio, luce”, Edizioni Progetto Cultura 2003, Roma 2005 Ho avuto la fortuna di conoscere, se pure virtualmente, l’autrice di questo libro proprio attraverso il mio sito web. Mi ha scritto, Vitina, e da lì è nata la nostra amicizia a distanza. “Tramonto, buio, luce” è il racconto autobiografico di questa ragazza, investita da un pirata della strada al ritorno da scuola e rimasta paraplegica fin dalla tenera età di sei anni. Il titolo del libro rispecchia i tre momenti che lei ha attraversato nella sua vita. “Il buio” è drammatico e mi ha colpito profondamente. La storia di una bambina spensierata e birichina che, d’un tratto, si ritrova, il 24 ottobre 1985, dopo pochi giorni di scuola, irrimediabilmente immobilizzata su una sedia a rotelle ha fatto sì che trattenessi a stento la commozione. Vitina, che oggi ha trent’anni, riesce a comunicare gli stati d’animo di quei momenti sconvolgenti con straordinaria semplicità ed efficacia. Ho visto, così, nella mia mente, una piccina che si risveglia in un letto d’ospedale e che si prepara ad affrontare il calvario che l’attende. Ho compreso le sue paure, i suoi turbamenti, il suo senso di solitudine e di abbandono...

Ciò che conta davvero non si scopre immediatamente con i sensi, ma si guadagna con la fatica del pensiero…
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Ormai da qualche tempo non provvedevo ad incrementare la categoria “Pillole”, quando una citazione mi ha dato lo spunto. E’ iniziato un nuovo anno scolastico, con i suoi tempi, con le sue preoccupazioni e con i suoi impegni. Noi che operiamo nella scuola e nell’educazione condividiamo questo momento sotto due punti di vista, quello lavorativo e quello familiare: in pratica viviamo contemporaneamente la scuola nostra e quella dei nostri figli. Ed è proprio così che ho avuto modo di approfondire, se pure fugacemente, un concetto apparentemente piccolo, ma in realtà straordinariamente grande. L’Istituto di mio figlio, in occasione dell’incontro di accoglienza, ha proposto il tema della scoperta come curiosità, come desiderio che viene dal cuore, volto a comprendere ciò che ci circonda. A tale proposito gli insegnanti hanno fatto un bellissimo riferimento a “Il piccolo principe”, di A. De Saint – Exupéry. Una citazione, che non ricordavo, mi ha colpito particolarmente: “L’essenziale è invisibile agli occhi”....

La ragione e la dimensione etica nelle relazioni sociali sono disconnesse dal mondo contemporaneo?
"Falso è il vanto di chi pretende di possedere, all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità."
(Baruch Spinoza)
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Da qualche tempo mi sto chiedendo, il post “Un’altra vita” ne è la prova, se non stia davvero diventando un soggetto “a-sociale”, cioè uno che ha problemi a rapportarsi con gli altri, perché non vuole uniformarsi ai meccanismi relazionali ormai acquisiti dalla società contemporanea. Per quanto io possa fare autocritica, non riesco a prescindere dalla realtà di tutti i giorni. Siamo circondati da modi di fare censurabili, almeno per me. La dimensione etica nelle relazioni sociali sembra definitivamente annichilita ed i criteri che animano la comunicazione fra individui appaiono gli stessi della società dei consumi, ovvero l'utilità, il tornaconto e il tempo = denaro, tanto che l'interlocutore viene spesso ridotto a mero strumento necessario per il raggiungimento di derteminati fini. ...

"Non servono più eccitanti o ideologie
ci vuole un'altra vita".
(Franco Battiato)
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Guardo l’argento che colora i miei capelli e penso che forse il tempo che passa mi rende più intollerante all’ipocrisia, all’ingiustizia, alla falsità, all’opportunismo, al pressappochismo praticato nelle cose importanti. Non so se sia la saggezza dell’età matura, ma oggi critico apertamente ciò che in passato mi limitavo a biasimare dentro di me. Sono insofferente di fronte alle cose fatte male, agli abusi ammantati di legalità, ai sotterfugi e alle cialtronerie varie. Nelle persone che conosco scorgo sempre più chiaramente aspetti che non condivido, quali la furberia e la scarsa attenzione verso la correttezza dei gesti, delle parole e degli atteggiamenti. Nel mondo del lavoro non sopporto più la tendenza, melliflua e apparentemente innocente, di farsi in modo sommesso i fatti e gli interessi propri....

ANSA:
"Alunno 13 anni pugnala professore
Aggressione durante lezione di musica in scuola media a Chioggia
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CHIOGGIA (VENEZIA), 17 FEB - Un alunno di 13 anni ha pugnalato il suo professore in classe durante la lezione, conficcandogli un coltello nella schiena. E' accaduto in una scuola media di Chioggia. L'insegnante e' ricoverato in ospedale in prognosi riservata, ma non e' in pericolo di vita, mentre lo studente e' stato denunciato. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino avesse rapporti tesi con l'insegnante di musica e si sarebbe portato dietro il coltello da casa, aggredendo l'uomo a sorpresa".
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Nel leggere questa notizia, ANSA, 17/02/2009, ore 10.39, ho fatto un salto sulla sedia! Se lasciamo perdere i luoghi comuni ed entriamo nel merito della questione con obiettività, ne usciamo malconci ed allarmati… Chiediamoci perché un ragazzino di 13 anni arrivi a tanto… La risposta è che il quadro valoriale di riferimento è completamente assente.
La scuola, come istituzione educativa, non conta più nulla. La figura adulta, come tale, non rappresenta più un modello da rispettare, l’insegnante come educatore non solo non ha più niente da dire, ma costituisce una sorta di fastidioso limite da aggirare o, come in questo caso, addirittura da eliminare! Se consideriamo in quale contesto socio-culturale possa essere maturato un simile gesto la situazione diventa ancora più preoccupante. Quali esempi, quali precetti fanno parte del bagaglio educativo dei nostri giovani? “L’occhio pedagogico” ci fa guardare al loro mondo con preoccupazione:...
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