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		<title><![CDATA[Nuova presentazione dell'Editore "L'Orecchio di Van Gogh"]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Cover 2.jpg" /></p>
<p align="center"><font color="#000080"><font size="2"><strong><em>Roberto&nbsp;Rossolini, &quot;Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all'origine del disagio&quot;, L'Orecchio di Van Gogh edizioni, 2009, </em></strong></font><font size="2"><strong><em>ISBN 978-88-87487-70-1</em></strong></font></font></p>
<p align="center"><font color="#800000" size="2"><strong><em><u>Il libro&nbsp;pu&ograve; essere ordinato&nbsp;in tutte le librerie e on-line attraverso i siti librari</u></em></strong></font></p>
<span style="FONT-FAMILY: " trebuchet="">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000080"><em><font size="2"><span style="FONT-FAMILY: ">Quale responsabilit&agrave; riveste la societ&agrave; contemporanea e qual &egrave; il ruolo esercitato dai mass media rispetto alla criticit&agrave; del sistema educativo? </span><span style="FONT-FAMILY: ">Il disinteresse da parte degli adulti getta i giovani in uno spaesamento collettivo da cui deriva un vuoto esistenziale che finisce per legittimare ogni sorta di comportamento deviante. L&rsquo;autore trasferisce nel libro la sua ultraventennale esperienza di pedagogista affrontando l&rsquo;ampio spettro delle problematiche legate al disagio, mantenendo fermo l&rsquo;obiettivo sulla proposta di un autentico recupero delle responsabilit&agrave; del mondo adulto, sulla speranza nel futuro e sui principi fondamentali cui ispirare l&rsquo;azione educativa.</span></font></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font size="1">~</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000000"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><strong><font color="#800000" size="4">G</font></strong>ioved&igrave; 10 dicembre 2009, nella sala della Biblioteca civica &ldquo;Massimo Ferretti&rdquo; di Chiaravalle, L&rsquo;Orecchio di Van Gogh ha presentato l&rsquo;ultimo libro di Roberto Rossolini, <em><font color="#800000">&ldquo;Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all&rsquo;origine del disagio&rdquo;</font></em>, facente parte della sua collana &ldquo;Nuove Stazioni&rdquo;. </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">All&rsquo;incontro &egrave; intervenuto il Dott. Giovanni Sgardi, caposervizio del quotidiano &ldquo;Il Messaggero&rdquo;. Erano presenti l&rsquo;Assessore alla cultura del Comune, </span><span style="FONT-FAMILY: ">Lorenzo Fabbri, </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">l&rsquo;editore, L&rsquo;Orecchio di Van Gogh, nella persona di Marco Refe e, naturalmente, l&rsquo;autore. Alla cordiale introduzione dell&rsquo;Assessore ha fatto seguito la presentazione del giornalista, che &egrave; stata molto incisiva e concreta, nello stile di chi lavora nell&rsquo;informazione, ed ha offerto all&rsquo;autore molti spunti per sviluppare le varie tematiche affrontate dal libro, a partire dai fatti che il quotidiano riporta ogni giorno sulle sue pagine. Si &egrave; parlato della famiglia, della scuola, dell&rsquo;intercultura e di come affrontare il disagio giovanile in tutte le sue forme, attuando interventi volti alla costruzione di una genitorialit&agrave; pi&ugrave; responsabile e consapevole. </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">Hanno chiuso l&rsquo;incontro le domande dei presenti, con interessanti considerazioni sul delicato ruolo dei nonni nella societ&agrave; contemporanea. </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">Al termine della presentazione l&rsquo;autore ha voluto lasciare aperto lo spazio della speranza, spiegando che non esiste una ricetta magica per risolvere i problemi, ma la realistica consapevolezza che la via da seguire, lunga e difficile, si trova nell&rsquo;educazione stessa, purtroppo relegata dal mondo adulto all&rsquo;ultimo posto delle priorit&agrave;&hellip;</span></font></font></font></span></p>
</span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Nella scuola torna ad aleggiare l'analfabetismo giuridico...]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=108</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img alt="" src="/public/Bilancia.png" /></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="1" face="Times New Roman">~</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><strong><font color="#000080" size="5" face="Times New Roman">I</font></strong>l nostro &egrave; uno strano Paese, dove le risorse e le contraddizioni si scontrano continuamente in una specie di balletto senza fine. Oltre ad essere rimasti orfani dei Santi, dei poeti e dei navigatori, ora rischiamo anche di ricadere nell&rsquo;analfabetismo giuridico ed economico. Infatti, con la riforma Gelmini, che entrer&agrave; in vigore dall'anno scolastico 2010/11, in antitesi con le indicazioni europee, il diritto e l&rsquo;economia subiranno un pesante ridimensionamento negli Istituti tecnici e professionali, scomparendo quasi del tutto dai Licei, dove la fantomatica opzione economico-sociale, consentita solo al liceo delle scienze umane, non sar&agrave; in grado di parare il colpo inferto all&rsquo;insegnamento del Diritto. In questo modo i giovani usciranno dalla scuola senza sapere cosa siano le fonti del Diritto, gli Organi costituzionali, un contratto, un piano regolatore e cos&igrave; via&hellip; <br />Gli studenti saranno privati di quelle cognizioni giuridiche di base e degli strumenti necessari alla maturazione di una coscienza civile e di una consapevolezza dei propri diritti e doveri. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">In questo contesto, ecco spuntare una nuova materia, chiamata &laquo;Cittadinanza e Costituzione&raquo;, sulla scia della vecchia e bistrattata educazione civica, che verr&agrave; affidata, senza dignit&agrave; di disciplina autonoma, ai docenti di storia, privi della necessaria competenza in ambito giuridico. La cittadinanza, infatti, &egrave; sostanzialmente un concetto giuridico, prima che storico. <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>E&rsquo; come se noi di Diritto ci mettessimo disinvoltamente ad insegnare &ldquo;il ratto delle Sabine&rdquo;&hellip; La contraddizione risulta evidente: la nostra scuola verr&agrave; espropriata del suo bagaglio culturale giuridico ed economico, proprio oggi, in un contesto dove i complessi meccanismi sociali ed il fenomeno della globalizzazione imporrebbero maggiori conoscenze di questo tipo. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">L&rsquo;analfabetismo giuridico ed economico rischia di pregiudicare le capacit&agrave; dei giovani di inserirsi proficuamente nel tessuto sociale, svolgendo con consapevolezza e senso critico il loro ruolo di cittadini.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em>Prof.ssa Marina Pozzi</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em>Coordinamento Nazionale docenti Diritto ed Economia</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">link attivo:</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><u><a href="http://www.docentidiritto.it"><font color="#0000ff">http://www.docentidiritto.it</font></a></u></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[La storia di una ragazza che ha sconfitto il buio per ritrovare la luce]]></title>
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		<created>2009-10-01T11:02:40+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em></em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000"></font><font color="#000080" size="2" face="Verdana">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000"><strong><em><img alt="" src="/public/Libro Vitina.jpg" /> </em></strong>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><strong><em>Vitina Maioriello, &ldquo;Tramonto, buio, luce&rdquo;, Edizioni Progetto Cultura 2003, Roma 2005</em></strong></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1" face="Arial"><strong><em>&nbsp;</em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"><font color="#800000" size="4"><strong><em>H</em></strong></font><font color="#000000">o avuto la fortuna di conoscere, se pure virtualmente, l&rsquo;autrice di questo libro proprio attraverso il mio sito web. Mi ha scritto, Vitina, e da l&igrave; &egrave; nata la nostra amicizia a distanza. &ldquo;</font><font color="#800000">Tramonto, buio, luce</font>&rdquo; </font><font color="#000000">&egrave; il racconto autobiografico di questa ragazza, investita da un pirata della strada al ritorno da scuola e rimasta paraplegica fin dalla tenera et&agrave; di sei anni. Il titolo del libro rispecchia i tre momenti che lei ha attraversato nella sua vita.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"><font color="#000000">&ldquo;Il buio&rdquo; &egrave; drammatico e mi ha colpito profondamente. La storia di una bambina spensierata e birichina che, d&rsquo;un tratto, si ritrova, il 24 ottobre 1985, dopo pochi giorni di scuola, irrimediabilmente immobilizzata su una sedia a rotelle ha fatto s&igrave; che trattenessi a stento la commozione. Vitina, che oggi ha trent&rsquo;anni, riesce a comunicare gli stati d&rsquo;animo di quei momenti sconvolgenti con straordinaria semplicit&agrave; ed efficacia. Ho visto, cos&igrave;, nella mia mente, una piccina che si risveglia in un letto d&rsquo;ospedale e che si prepara ad affrontare il calvario che l&rsquo;attende. Ho compreso le sue paure, i suoi turbamenti, il suo senso di solitudine e di abbandono, mentre le cure mediche la sottraevano inevitabilmente all&rsquo;affetto dei suoi genitori. Una frase (pag. 34), legata alla coscienza, nel piccolo cuore di una bimba di sei anni, della irreversibile infermit&agrave; derivante dal drammatico incidente, mi ha raggelato:</font> <em><font color="#800000">&ldquo;Di questa cosa non so perch&eacute; me ne sono subito resa conto, senza che nessuno mi avesse detto niente, quasi consapevole di quello che mi stava succedendo&rdquo;</font><font color="#000000">.</font></em></font><font color="#000000"> Il libro ci dona la trepidante esperienza di una bambina coraggiosa che ha saputo diventare una ragazza forte, proprio attraverso il calvario che ha segnato la sua esistenza. Nel libro ho colto tre aspetti fondamentali, cos&igrave; come Vitina ha suddiviso in tre momenti l&rsquo;incedere della sua vita: lo stato d&rsquo;animo di una bambina schiacciata dal peso enorme di ci&ograve; che le era accaduto, l&rsquo;amicizia tradita e la fede che traspare nei momenti pi&ugrave; bui del racconto. A mio avviso Vitina ha saputo trarre dalla sua sconvolgente esperienza la forza necessaria per andare avanti, ha capito il significato dell&rsquo;amicizia autentica ed ha imparato a conoscere meglio le persone, ha saputo trovare nello spazio dell&rsquo;invocazione il senso profondo della vita:</font><font color="#000000"> <em><font color="#800000">&ldquo;Dovevo vivere ogni cosa di cui ero capace nei giorni che il Signore aveva deciso di darmi, dopotutto, a causa dell&rsquo;incidente, sono andata vicino alla morte e se il nostro Padre non mi ha preso con s&eacute;, vuol dire che dovevo restare su questa terra, seppure su una sedia a rotelle, per continuare a vivere ed essere una persona viva&rdquo; </font><font color="#000000">(pag. 56).</font></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000">Ecco lo straordinario messaggio del libro, perch&eacute;, nei momenti in cui tendiamo ad abbatterci di fronte alle vicissitudini della vita, possiamo trovare in noi <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>un pizzico di quella forza con la quale Vitina ha riconquistato la luce.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"></font></p>
</font></p>
<p><font color="#000000"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000">Roberto Rossolini</font></p>
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Per “Il piccolo principe” “L’essenziale è invisibile agli occhi”]]></title>
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		<created>2009-09-18T09:22:04+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Roccia.png" /></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>Ci&ograve; che conta davvero non si scopre immediatamente con i sensi, ma si guadagna con la fatica del pensiero&hellip;</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#800000" size="1" face="Times New Roman">~</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font size="2" face="Verdana"></font></span></p>
<span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" face="Verdana">
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white; mso-line-height-alt: 13.0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font size="2"><b><i><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#800000" size="4">O</font></span></i></b><span>rmai da qualche tempo non provvedevo ad incrementare la categoria &ldquo;Pillole&rdquo;, quando una citazione mi ha dato lo spunto. E&rsquo; iniziato un nuovo anno scolastico, con i suoi tempi, con le sue preoccupazioni e con i suoi impegni. Noi che operiamo nella scuola e nell&rsquo;educazione condividiamo questo momento sotto due punti di vista, quello lavorativo e quello familiare: in pratica viviamo contemporaneamente la scuola nostra e quella dei nostri figli. Ed &egrave; proprio cos&igrave; che ho avuto modo di approfondire, se pure fugacemente, un concetto apparentemente piccolo, ma in realt&agrave; straordinariamente grande. L&rsquo;Istituto di mio figlio, in occasione dell&rsquo;incontro di accoglienza, ha proposto il tema della scoperta come curiosit&agrave;, come desiderio che viene dal cuore, volto a comprendere ci&ograve; che ci circonda. A tale proposito gli insegnanti hanno fatto un bellissimo riferimento a &ldquo;Il piccolo principe&rdquo;, di A. De Saint &ndash; Exup&eacute;ry. Una citazione, che non ricordavo, mi ha colpito particolarmente: <em><font color="#800000"><strong>&ldquo;</strong></font><font color="#800000"><strong>L&rsquo;essenziale &egrave; invisibile agli occhi</strong></font></em></span><span><font color="#800000"><strong><em>&rdquo;</em></strong></font>. Questo concetto&nbsp;porta con s&eacute;&nbsp;una verit&agrave;&nbsp;importante&nbsp;e schiude uno sconfinato orizzonte di significati. Ci&ograve; che conta davvero non si percepisce con i sensi, ma si scopre con il cuore. Approvo pienamente la felice scelta dei docenti di ispirare a questo principio pedagogico l&rsquo;accoglienza dei nostri figli. Non a caso la citazione dal libro di De Saint-Exup&eacute;ry mi rimanda a quanto scrissi in <em><font color="#000080">&ldquo;Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio</font></em></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><em><font color="#000080">&rdquo;</font></em>, L&rsquo;Orecchio di Van Gogh, 2006, pag. 138: </span></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white; mso-line-height-alt: 13.0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new=""></span><font size="2"><em><font color="#800000"><span>&ldquo;La nostra storia non &egrave; priva di senso, ma l&rsquo;impostazione dominante non pu&ograve; coglierne la direzione. Il senso non &egrave; un dato e non rientra fra gli episodi che compongono la nostra esperienza sensibile; &egrave;, viceversa, un frutto della ragione, la sua idea</span><span style="FONT-FAMILY: " new="">&rdquo;</span><span style="FONT-FAMILY: " new="">.</span><span style="FONT-FAMILY: " new="" times=""> </span></font></em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white; mso-line-height-alt: 13.0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new="" times=""></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font size="2">Ecco, sulla base di queste considerazioni, ho pensato fosse l&rsquo;ora di proporre un&rsquo;altra buona &ldquo;pillola di riflessione&rdquo;, che spero possa essere utile alla riscoperta del pensiero e della sua dimensione interiore, troppo spesso annientati&nbsp;dall&rsquo;immediatezza dell&rsquo;esperienza sensibile&hellip;</font></span></p>
</font></span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=106"/>
		<issued>2009-09-18T09:22:04+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[A-sociale o razionale...?]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=105</id>
		<created>2009-07-29T15:54:30+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#333333"><font size="2" face="Verdana"></font><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font size="2" face="Verdana"><img alt="" src="/public/Conflitti.png" /></font></span></font></p>
<p align="center"><strong><em><font color="#800000" size="2" face="Verdana">La ragione e la dimensione etica nelle relazioni sociali sono disconnesse dal mondo contemporaneo? </font></em></strong></p>
<p align="center"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#000080" size="3" face="Comic Sans MS"><em>"Falso &egrave; il vanto di chi pretende di possedere, all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verit&agrave;."</em></font></span></p>
<p style="MARGIN: 4.5pt 4.5pt 4.5pt 0cm; BACKGROUND: white; mso-outline-level: 2" class="MsoNormal" align="center"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#000080" size="3" face="Comic Sans MS"><em>(Baruch Spinoza)</em></font></span></p>
<p style="MARGIN: 4.5pt 4.5pt 4.5pt 0cm; BACKGROUND: white; mso-outline-level: 2" class="MsoNormal" align="center"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#000080" size="1" face="Times New Roman">~</font></span></p>
<span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold">
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000000"><b><i><span><font color="#800000" size="4">D</font></span></i></b><span>a qualche tempo mi sto chiedendo, il post “<i><span style="COLOR: maroon">Un’altra vita</span></i>” ne &egrave; la prova, se non stia davvero diventando un soggetto “a-sociale”, cio&egrave; uno che ha problemi a rapportarsi con gli altri, perch&eacute; non vuole uniformarsi ai meccanismi relazionali ormai acquisiti dalla societ&agrave; contemporanea. Per quanto io possa fare autocritica, non riesco a prescindere dalla realt&agrave; di tutti i giorni. Siamo circondati da modi di fare censurabili, almeno per me. <em><font color="#800000">La dimensione etica nelle relazioni sociali</font></em> sembra definitivamente <em><strong><font color="#800000">annichilita </font></strong></em>ed i criteri che animano la comunicazione fra individui appaiono gli stessi della societ&agrave; dei consumi, ovvero l'utilit&agrave;, il tornaconto e il tempo = denaro, tanto che l'interlocutore viene spesso ridotto a mero strumento necessario per il raggiungimento di derteminati fini.  Vogliamo parlare dell’ipocrisia di certi discorsi sulla politica? Si criticano determinati comportamenti, per poi sotto sotto approvarli, con una sorta di ammirazione per chi li pone in essere e per quel mondo del bengodi e del malcostume di cui sono piene le cronache. Si critica chi non paga le tasse e poi, appena possibile, si predilige un operaio che lavora in nero o si cerca di non pagare il canone Tv. Potrei continuare a lungo su questa strada, ma direi che possa bastare con i riferimenti all’esperienza sensibile. </span></font></font></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Verdana"><font size="2"><span><font color="#000080"><font color="#003300">Mi accorgo di essere sempre meno in sintonia con il mondo circostante e di avere sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; a condividere le posizioni di chi mi sta intorno. E’ su questa mia eterogeneit&agrave; rispetto al reale che mi soffermo a riflettere. Risulta evidente che non vi &egrave; affatto uniformit&agrave; fra razionale e reale e che viviamo in un tempo tutt’altro che conciliato. C’&egrave; dunque molta irrazionalit&agrave; nel mondo e, allo stesso tempo, altrettanta accettazione da parte dell’umanit&agrave; stessa. In altre parole sussiste una grande omogeneit&agrave; fra le coscienze che vivono nel mondo ed il suo incedere irrazionale. Tutto questo &egrave; preoccupante. Purtroppo ci&ograve; che &egrave; reale &egrave; ir<span style="mso-bidi-font-style: italic">razionale</span> e non esiste pi&ugrave; unit&agrave; fra pensiero e realt&agrave;. La conservazione di un mondo conforme a ragione di salvucciana memoria rappresenta ormai un’utopia. L’uomo &egrave; diventato irrazionale e l’arbitrio sembra aver definitivamente sconfitto la ragione. Una spiegazione a questo fenomeno mi viene da ci&ograve; che ho scritto nel libro sul nichilismo, edito da L’Orecchio di Van Gogh:</font> <span><font color="#800000">“Le vicissitudini della vita esprimono, dunque, questa dinamica pendolare di lotta dialettica fra tendenza negativa e controllo della ragione, come facolt&agrave; umana distintiva rispetto al resto dei finiti, senza la quale non ci sarebbe differenza fondamentale. Oggi questo compito regolativo della ragione si &egrave; fortemente indebolito e l’umanit&agrave; cammina spaesata, perch&eacute; la natura tende a prevalere sulla facolt&agrave; preposta al controllo. La ragione perde quindi consistenza ed il nichilismo guadagna posizioni. La tensione ideale verso le soglie del terreno veritativo, unica speranza di salvezza e splendida possibilit&agrave; concessa all’umanit&agrave; per uscire dalle spire del nulla, &egrave; oggi in difetto, tanto da lasciare spazi sempre nuovi al nichilismo per la contaminazione dell’io.” (Roberto Rossolini, Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio, Ed. L’Orecchio di Van Gogh, 2006, Conclusione, pag. 139).</font> </span></font><font color="#003300">Se ne deduce che l’eterogeneit&agrave; fra ragione e irrazionalit&agrave; dilagante ha ormai raggiunto livelli intollerabili, almeno per me e, voglio sperare, non soltanto per me, perch&eacute; confido sempre nei “<em><strong>manipoli dell’arbitrium liberum</strong></em>”, che &egrave; pure un’espressione diffusamente usata nel libro, come speranza per la difficile ricostruzione di un mondo migliore per gli anni a venire…</font></span></font></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span><font color="#999999" size="1" face="Times New Roman">~</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span><span><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Roberto Rossolini</font></span></span></p>
</span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=105"/>
		<issued>2009-07-29T15:54:30+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Un'altra vita...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/Aquila.png" /></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>"Non servono pi&ugrave; eccitanti o ideologie <br />ci vuole un'altra vita".</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>(Franco Battiato)</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#000080" size="1" face="Verdana"><em>~</em></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font size="1"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><strong><em><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></em></strong></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 13.5pt">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" face="Verdana"><font size="2"><font color="#000080" size="4"><strong><em>G</em></strong></font><font color="#333333">uardo l’argento che colora i miei capelli e penso che forse il tempo che passa mi rende pi&ugrave; intollerante all’ipocrisia, all’ingiustizia, alla falsit&agrave;, all’opportunismo, al pressappochismo praticato nelle cose importanti. Non so se sia la saggezza dell’et&agrave; matura, ma oggi critico apertamente ci&ograve; che in passato mi limitavo a biasimare dentro di me. Sono insofferente di fronte alle cose fatte male, agli abusi ammantati di legalit&agrave;, ai sotterfugi e alle cialtronerie varie. Nelle persone che conosco scorgo sempre pi&ugrave; chiaramente aspetti che non condivido, quali la furberia e la scarsa attenzione verso la correttezza dei gesti, delle parole e degli atteggiamenti. Nel mondo del lavoro non sopporto pi&ugrave; la tendenza, melliflua e apparentemente innocente, di farsi in modo sommesso i fatti e gli interessi propri. Se penso alle parole della mia povera mamma, la quale mi diceva sempre che lo Stato, anche se con ritardo, agisce sempre secondo la legge… Beh, dico che forse i tempi sono cambiati insieme al colore dei miei capelli… Vedo tanta superficialit&agrave; imperversare intorno a me, con persone che invocano le regole a loro piacimento, salvo dimenticarsene quando fa comodo, che si riempiono la bocca di norme disattese e di articoli interpretati a seconda delle esigenze, tanto da lasciare spazio a situazioni atipiche e a nicchie di privilegio, privando il contesto della necessaria armonia, nella mancanza di certezza e di equit&agrave;. Insomma, avverto un sempre maggiore fastidio nel dover convivere con questi comportamenti, che, cosa ancor pi&ugrave; grave, sono il frutto di una vera e propria forma mentis, pi&ugrave; che di un modo di fare legato alle circostanze. Non c’&egrave; nessun meccanismo di autotutela che possa intervenire a salvaguardia del sistema e tutto &egrave; affidato all’eventuale iniziativa personale del singolo, che pu&ograve; tacere oppure perdere la tranquillit&agrave; dei suoi sonni lottando contro questo stato di cose. Purtroppo mi accorgo a mie spese che questa, per cos&igrave; dire, “idiosincrasia acuta” della maturit&agrave; mi sta procurando notevoli arrabbiature che minano la mia serenit&agrave; psico-fisica. Forse &egrave; bene che io tragga consiglio dal Sommo Poeta: “<span style="mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-style: italic">Non ragioniam di lor, ma guarda e passa</span>”, nel detto comune: “Non ti curar di lor ma guarda e passa”. Tuttavia non &egrave; facile farlo. </font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana">Forse ci vorrebbe proprio, come dice Battiato, un’altra vita…</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana"> </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana">Roberto Rossolini</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333"> </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana"></font></p>
</span>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="3"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="2" face="Comic Sans MS"><strong><em>Un’altra vita</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font size="2" face="Verdana"><font color="#333333"><strong><em><font face="Comic Sans MS">(Franco Battiato)</font></em></strong> </font></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="1" face="Verdana"><em>~</em></font></span></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="2" face="Comic Sans MS"><strong><em>Certe notti per dormire mi metto a leggere, <br />e invece avrei bisogno di attimi di silenzio. <br />Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene, <br />mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione. <br />Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca; <br />mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali. <br />Non servono tranquillanti o terapie <br />ci vuole un'altra vita. <br />Su divani, abbandonati a telecomandi in mano <br />storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono. <br />Sulle strade la terza linea del metr&ograve; che avanza, <br />e macchine parcheggiate in tripla fila, <br />e la sera ritorno con la noia e la stanchezza. <br />Non servono pi&ugrave; eccitanti o ideologie <br />ci vuole un'altra vita.</em></strong></font></span></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Ragazzino di scuola media accoltella l'insegnante in classe! "L'iceberg" del vuoto interiore...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Verdana" color="#333333"><img alt="" src="/public/Iceberg.png" /></font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Courier New" color="#ff0000">ANSA: </font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Courier New" color="#ff0000">&quot;Alunno 13 anni pugnala professore </font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Courier New" color="#ff0000">Aggressione durante lezione di musica in scuola media a Chioggia</font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><font face="Times New Roman" size="1"><em>~</em></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><strong><font size="1"></font></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><em><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><strong></strong></font></em></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><strong></strong></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Courier New" color="#333333"><em><strong>CHIOGGIA (VENEZIA), 17 FEB - Un alunno di 13 anni ha pugnalato il suo professore in classe durante la lezione, conficcandogli un coltello nella schiena. E' accaduto in una scuola media di Chioggia. L'insegnante e' ricoverato in ospedale in prognosi riservata, ma non e' in pericolo di vita, mentre lo studente e' stato denunciato. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino avesse rapporti tesi con l'insegnante di musica e si sarebbe portato dietro il coltello da casa, aggredendo l'uomo a sorpresa&quot;.</strong></em></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Times New Roman" size="1"><em>~</em></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font size="1"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new="">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><font color="#000080" size="3">N</font></strong>el leggere questa notizia, <font color="#000080"><font color="#333333"><font color="#000080">ANSA</font>, <font color="#000080">17/02/2009</font>, <font color="#000080">ore 10.39</font>,</font><strong><em> </em></strong></font>ho fatto un salto sulla sedia! Se lasciamo perdere i luoghi comuni ed entriamo nel merito della questione con obiettivit&agrave;, ne usciamo malconci ed allarmati&hellip; Chiediamoci perch&eacute; un ragazzino di 13 anni arrivi a tanto&hellip; La risposta &egrave; che il quadro valoriale di riferimento &egrave; completamente assente. </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font color="#000080">La scuola</font>, come istituzione educativa, non conta pi&ugrave; nulla. <font color="#000080">La figura adulta</font>, come tale, non rappresenta pi&ugrave; un modello da rispettare, <font color="#000080">l&rsquo;insegnante</font> come <font color="#000080">educatore</font> non solo non ha pi&ugrave; niente da dire, ma costituisce una sorta di fastidioso limite da aggirare o, come in questo caso, addirittura da eliminare! Se consideriamo in quale contesto socio-culturale possa essere maturato un simile gesto la situazione diventa ancora pi&ugrave; preoccupante. Quali esempi, quali precetti fanno parte del bagaglio educativo dei nostri giovani? &ldquo;L&rsquo;occhio pedagogico&rdquo; ci fa guardare al loro mondo con preoccupazione: senso del limite sempre pi&ugrave; vago, crescente incapacit&agrave; di controllare la frustrazione, bisogno di soddisfare a tutti i costi il proprio ego&hellip; </span></font></font><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Il benessere viene identificato sempre pi&ugrave; con il fare ci&ograve; che si vuole, possibilmente allontanando il dovere per alimentare il piacere e la convivenza con il mondo adulto pu&ograve; sussistere pacificamente, a patto che quest&rsquo;ultimo non frapponga ostacoli allo scorrere della vita&hellip; </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Fatti inquietanti come quello del professore aggredito in classe fanno capire che c&rsquo;&egrave; un &ldquo;iceberg&rdquo; di nichilismo educativo, spesso latente e silenzioso, la cui punta a volte esplode in episodi eclatanti come quello citato. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Nella mia esperienza vedo, soprattutto nei ragazzi pi&ugrave; grandi, questa pericolosa incapacit&agrave; di gestire il limite e la frustrazione ad esso collegata, segno grave che l&rsquo;interiorizzazione delle regole entro le quali costruire un modello di vita non &egrave; stata sufficientemente sperimentata. C&rsquo;&egrave; da chiedersi quali modelli questa societ&agrave; abbia propagandato al mondo giovanile&hellip; Se invece di studiare il giovane telefona o ascolta musica non importa, perch&eacute; la sua soddisfazione personale conta pi&ugrave; di ogni altra cosa. Se nessuno lo intralcia bene, ma se qualcuno gli rompe le &ldquo;uova nel paniere&rdquo;, magari tediandolo con<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>regole, senso del dovere e altri limiti del genere, la frustrazione cresce fino a spingerlo alla ribellione totale, per riconquistare quel fragile ed illusorio benessere che senso del dovere e impegno quotidiano rischiano di compromettere&hellip; </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#000080">Il vuoto interiore manifestato&nbsp;dai giovani deriva dallo smarrimento del senso del limite che il mondo adulto della volont&agrave; di potenza ha definitivamente attuato. </font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#000080"><font color="#333333">La conclusione pu&ograve; essere sintetizzata in una domanda:</font> &ldquo;Quanto nichilismo educativo si nasconde dietro i comportamenti sconsiderati dei giovani?&rdquo;</font> </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana" color="#333333">&nbsp;</font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Roberto Rossolini</span></font></font></p>
</span></span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Immigrato bruciato vivo e violenza insensata: solo vuoto mentale e nichilismo…]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=102</id>
		<created>2009-02-04T10:37:12+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#333333"></font></p>
<p align="center"><font color="#000080"><font face="Verdana" size="2"><strong><em><img alt="" src="/public/libro 2.jpg" /></em></strong></font></font></p>
<p align="center"><font color="#000080"><font face="Verdana"><font size="2"><em><strong>La tragica espressione della contaminazione dell'io... </strong><font color="#800000">*</font> Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio, Ed. L'Orecchio di Van Gogh, Conclusione, pag. 139.</em></font></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><strong><font color="#800000" size="4">Q</font></strong>ualche giorno fa ho sentito un tizio, chiamato in qualit&agrave; di esperto, rispondere alle domande preoccupate di una zelante giornalista televisiva riguardo al proliferare di fatti come quelli del povero clochard extracomunitario bruciato da un gruppetto di giovani.<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>Costui, un sociologo per la verit&agrave;, oltre ad affrontare il problema secondo quel tipico approccio pragmatico e pi&ugrave; attento alle dinamiche che alle cause profonde, ha evocato categorie psichiatriche per classificare i soggetti protagonisti di simili gesti, spostando subito l&rsquo;analisi sulle dinamiche sociali. Beh, mi trovo in disaccordo con questa impostazione intellettuale e spero vivamente che lo siano anche i Giudici che stabiliranno la giusta condanna da infliggere ai responsabili di reati del genere. </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Ma quali categorie psichiatriche!</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Qui ci troviamo di fronte ad una totale caduta dei valori regolativi del comportamento, unita ad un vuoto mentale di fondo, il tutto condito da uno strisciante razzismo. </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Accade cos&igrave; che giovani, con il vuoto nella mente e con il cuore indurito dal nichilismo, tragicamente bisognosi di trasgressione, vadano a colpire il debole, l&rsquo;emarginato, il diverso, dopo aver affogato nell&rsquo;alcol tutto il non senso del loro agire&hellip; </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#800000"><em>Quando l&rsquo;umanit&agrave; &egrave; annichilita e il confine tra bene e male &egrave; abbattuto, ci si pu&ograve; anche divertire bruciando una persona, in quanto diversa, debole, scomoda, ormai privata di ogni dignit&agrave; e concepita come un oggetto senza valore&hellip; </em></font></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font color="#333333"><font face="Verdana"><font size="2"><span>Purtroppo non si tratta di gente classificabile secondo le categorie della patologia psichiatrica, ma dell&rsquo;espressione inquietante di giovani menti vuote e di animi duri come il ferro, che non compaiono all&rsquo;improvviso, ma che vengono da precise responsabilit&agrave; di un mondo adulto che ha smarrito da tempo il proprio ruolo e la direzione verso cui tendere&hellip; </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Questo stesso nichilismo &egrave; ormai penetrato profondamente nei giovani, che arrivano con sempre maggiore frequenza a gesti clamorosi di insensata violenza, quando le loro menti sono incapaci di comprendere e le loro pulsioni negative trovano ampia realizzazione per la mancanza di confini valoriali di riferimento.</span></font></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><font color="#333333"><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Courier New" color="#800000" size="1">~</font></span></span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font color="#333333"><font face="Verdana"><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span></font></font></font><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333"><font face="Verdana"><em><font color="#800000">*</font></em> <em><font color="#800000">&ldquo;La ragione perde quindi consistenza ed il nichilismo guadagna posizioni. </font></em></font></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#800000"><em>La tensione ideale verso le soglie del terreno veritativo (&hellip;) &egrave; oggi in difetto, tanto da lasciare spazi sempre nuovi al nichilismo per la contaminazione dell&rsquo;io&rdquo;<font color="#333333">.</font></em></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Courier New" color="#800000" size="1">~</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Roberto Rossolini</font></span></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=102"/>
		<issued>2009-02-04T10:37:12+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[I sette vizi capitali, fra barbarie e relativismo…]]></title>
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		<created>2009-01-07T19:02:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><img alt="" src="/public/Pulsioni.png" /></font></p>
<p align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#000080"><strong><em>Al venir meno della ragione, le pulsioni ferine prendono il sopravvento&hellip;</em></strong></font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new="">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333"><strong><font color="#800000" size="4">P</font></strong>ercepisco&nbsp;il timore, almeno da parte del mondo intellettuale a me vicino, che l&rsquo;umanit&agrave;, cos&igrave; facendo, sia irrimediabilmente destinata a sprofondare nel nulla. Mi sembra </font></span></font><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">il momento di usare il termine che la situazione richiede: <strong><font color="#800000">barbarie!</font></strong> </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Viviamo tempi oscuri, inutile nascondercelo, e forse &egrave; giunta l&rsquo;ora di smetterla con i toni morbidi e concilianti... Qualcuno, in buona fede, animato dai migliori sentimenti, rimane spaesato di fronte alla mia teoria dell&rsquo;eterna lotta fra ragione e arbitrio, che vede l&rsquo;uomo come ente finito negativo, perch&eacute; teme che essa possa soffocare la scintilla positiva che c&rsquo;&egrave; in ognuno di noi. Al contrario, questa sorta di fede ingenua, non coglie il ruolo proprio della scintilla originaria, che la mia teoria identifica con la lotta spirituale del cristianesimo pi&ugrave; autentico e che riconduce alla straordinaria facolt&agrave; preposta al controllo: la ragione, speranza salvifica che il Logos Universale ha instillato in ognuno di noi. La responsabilit&agrave; dell&rsquo;uomo consiste nell&rsquo;uso adeguato di questo dono, senza abbandonarsi tragicamente alle pulsioni negative della natura. Ormai tantissimi comportamenti quotidiani testimoniano la deriva morale della societ&agrave; contemporanea. <font color="#800000">Inutile addolcire la pillola</font>. Si tratta di atteggiamenti personali e collettivi che minano in profondit&agrave; la qualit&agrave; della vita e della convivenza civile. Per seguire questo itinerario di riflessione, mi piace attingere al quadro valoriale cristiano e, naturalmente, al patrimonio della filosofia. Dunque, abbiamo sul tavolo i vecchi &quot;vizi capitali&quot; e la lotta spirituale per combatterli. </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font color="#800000"><strong>Superbia</strong></font>, <font color="#800000"><strong>avarizia</strong></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">, <font color="#800000"><strong>lussuria</strong></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">, <font color="#800000"><strong>invidia</strong></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">, <font color="#800000"><strong>gola</strong></font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">,&nbsp;<font color="#800000"><strong>ira</strong></font> e <font color="#800000"><strong>accidia</strong></font> </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">dominano la vita associata e la ragione, ormai, non &egrave; pi&ugrave; in grado di opporsi all&rsquo;avanzata del relativismo. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Partiamo dunque dalla paura della morte, che &egrave; la madre di tutte le altre paure, nonostante il contesto culturale occidentale faccia di tutto per rimuovere questa realt&agrave;, con il risultato di amplificare dentro di noi l&rsquo;angoscia e l&rsquo;inquietudine esistenziale. La morte non &egrave; solo il termine della vita biologica, ma &egrave; una forza che opera continuamente nella nostra vita quotidiana, sotto forma di sofferenza, malattia, separazione, rottura, fine di tutto ci&ograve; che per noi &egrave; essenziale, al punto da provocare nell&rsquo;individuo uno stato di disperazione e di turbamento profondo. Se, per&ograve;, manca il fondamento, la gestione della &ldquo;madre di tutte le paure&rdquo; finir&agrave; per essere deviata sulle strade del relativismo, dove non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; differenza fra bene e male. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Infatti, senza un quadro valoriale di riferimento, senza l&rsquo;esercizio di una razionalit&agrave; regolatrice, l&rsquo;individuo &egrave; preda dei pi&ugrave; bassi istinti.</span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#800000"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong>L</strong></span></font><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#800000"><strong>a prima pulsione</strong></font> porta ad esorcizzare con qualsiasi mezzo la morte, attraverso l&rsquo;esaltazione della propria vita, l&rsquo;uomo vuole possedere e tenere per s&eacute; i beni della terra, vuole dominare sugli altri, pensando di assicurarsi in tal modo un&rsquo;esistenza abbondante che gli permetta<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>di combattere la morte con l'auto-affermazione. Diventa dunque ragionevole e giusto ogni comportamento finalizzato a questo scopo, anche a costo di nuocere agli altri e persino a se stessi. Purtroppo &egrave; cos&igrave;&hellip; </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Ora andiamo a vedere cosa accade nel contesto sociale.<br />L&rsquo;uomo si forma, cresce e matura mediante le relazioni con se stesso, con le cose e con gli altri e questi stessi rapporti sono costantemente esposti al rischio delle pulsioni che, se non contrastate dalla ragione, possono devastarci. Queste tendenze naturali fanno leva sul desiderio insito nell'uomo, mettendone in rilievo il &quot;lato oscuro&quot; e deviando in senso egocentrico tutti i dinamismi relazionali. Insomma, laddove la ragione vacilla, intesa come facolt&agrave; preposta al controllo delle pulsioni, la natura umana prende il sopravvento. Quando questa tendenza riesce a sopraffare il ruolo regolativo della ragione, le pulsioni agiscono indisturbate sulle sfere umane dell'amare, dell'avere e del volere, determinando cos&igrave; il predominio dell'eros, del possesso e del potere come affermazione di s&eacute;. <br /><font color="#800000"><strong>La seconda pulsione</strong></font> consiste nella spinta a sfuggire la fatica e a cercare unicamente ci&ograve; che ci procura piacere. Oggi si tende a ricercare ad ogni costo soluzioni ai problemi che comportino la soppressione dell&rsquo;impegno, possibilmente facendo lavorare altri al posto nostro. Questa pulsione si traduce nella sfera erotica come perversione del desiderio sessuale, che trasforma il partner in un mero oggetto. Qui il quadro si fa complesso, ma basti dire che la dimensione sessuale viene ridotta a mero bisogno da soddisfarsi immediatamente. La capacit&agrave; di disciplinare la pulsione sessuale viene meno, lasciando il posto ad una svilente assolutizzazione. Tutta la dimensione simbolica viene oggi cancellata, perch&eacute; domina la riduzione dell&rsquo;erotico a mera immagine spettacolarizzata. La dinamica dell'eros perde cos&igrave; il suo mistero: mistero di comunione che rimanda all'amore Trascendente, un mistero che Giovanni Paolo II arrivava a chiamare la &quot;liturgia dei corpi&quot;. Senza l&rsquo;azione di controllo della ragione, senza la lotta spirituale di contrasto, non &egrave; possibile strappare la sfera erotica alla dimensione ferina. <br /><font color="#800000"><strong>La terza pulsione</strong></font> &egrave; la corruzione dell&rsquo;uomo, sedotto dalla bramosia del possesso che affascina e che attrae con il motto &ldquo;tutto e subito&rdquo;. Oggi l&rsquo;idolatria del denaro &egrave; ormai palese. Basti pensare allo sfruttamento delle risorse del creato a beneficio esclusivo di pochi, incuranti delle enormi sofferenze che patiscono gli altri. Questa forma di idolatria si esprime nel considerare il possesso dei beni un fine in s&eacute; e nel tentare di giustificare ogni mezzo che consenta di accumulare il pi&ugrave; possibile. Anche qui, se la lotta spirituale non va contro questa pulsione, che consiste nella ricerca della gloria personale e nell&rsquo;affermazione di s&eacute; a spese degli altri, il singolo obnubilato trasforma la propria persona in assoluto. Naturalmente la societ&agrave; attuale nutre una simile bramosia con la pseudo-cultura della concorrenzialit&agrave; e dell'individualismo esasperato, che vede nell'altro solo un ostacolo e un rivale. Risultato: una specie di delirio di onnipotenza&hellip;<br />&Egrave; significativo, infatti, che la Bibbia insista, non tanto sugli atei, quanto sulla tentazione all'idolatria, che colpisce sia il credente, sia il non credente. La conclusione di questo itinerario &egrave; sconcertante. L&rsquo;uomo contemporaneo, tutto preso da se stesso, ignora e disprezza il Trascendente, diventando schiavo dell&rsquo;idolatria, succube di quelle pulsioni che affiorano dal cuore umano, risvegliandone gli elementi deteriori. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Dunque, si tratta di scegliere con un atto di responsabilit&agrave; e di libero arbitrio, perch&eacute; nessuna tentazione della natura potr&agrave; mai eliminare la nostra libert&agrave;, che nel pensiero trova il suo massimo compimento. L&rsquo;eterna lotta della ragione contro l&rsquo;arbitrio dilagante rimane l&rsquo;ultima speranza contro l&rsquo;imbarbarimento della societ&agrave; contemporanea. Tuttavia il problema resta, perch&eacute; lo scontro &egrave; diventato impari. La ragione ha perso il controllo sulle pulsioni negative della natura e la lotta spirituale contro di esse sembra ormai aver abbandonato l&rsquo;orizzonte dell&rsquo;uomo. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">In questo contesto le basse pulsioni emergono dall&rsquo;animo umano, fino a dominarne l&rsquo;esistenza. Mi &egrave; capitato di leggere pubblicazioni (della mia stessa ispirazione) in linea con questo approfondimento, come a mostrare che la mia teoria dell&rsquo;eterna lotta fra ragione e arbitrio non adombra la scintilla originaria, anzi, ne esalta la forza indispensabile per la salvezza dell&rsquo;umanit&agrave;. </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#800000">Riscontro con piacere che si parla sempre pi&ugrave; di barbarie del relativismo, dove il senso del limite umano&nbsp;scompare nel nome del nichilismo, segno che lo spazio per i mezzi termini &egrave; ormai esaurito&hellip;</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font color="#333333">&nbsp;</font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Roberto Rossolini</font></span></span></p>
</span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=101"/>
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		<title><![CDATA[Adolescenti sempre più tragicamente soli, tra i-pod, computer e telefonini…]]></title>
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		<created>2008-12-03T11:00:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><img style="WIDTH: 372px; HEIGHT: 301px" height="375" alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/Giovani.png" width="360" /></font></p>
<p align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#ff0000"><strong><em>L'indagine 2008 della Societ&agrave; Italiana di Pediatria, dal titolo: &ldquo;Abitudini e stili di vita degli adolescenti&rdquo;, rivela&nbsp;il vuoto esistenziale delle giovani generazioni&hellip;</em></strong></font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#ff0000" size="4"><em><strong>G</strong></em></font>li adolescenti si sentono soli! </font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333">Nonostante possano circondarsi di ogni sorta di <font color="#ff0000">&ldquo;amici&rdquo; tecnologici</font> restano vittime del loro stesso vuoto esistenziale. Purtroppo la pubblicazione della ricerca annuale della Societ&agrave; Italiana di Pediatria torna a mettere davanti all&rsquo;indifferenza del mondo adulto il dramma che stanno vivendo i giovani. Solo apparentemente appagati da mille possibilit&agrave; di svago e da una miriade di stimoli tecnologici, convivono ogni giorno con <font color="#ff0000">il vuoto interiore</font>. Questo stato di <font color="#ff0000">dipendenza dall&rsquo;effimero</font>, che non compensa il loro senso di solitudine, <font color="#ff0000"><font color="#333333">li spinge a cercare rifugio</font> nell&rsquo;alcol, nella droga e nelle spire dell&rsquo;idolo contemporaneo per eccellenza chiamato <strong>web</strong>&hellip;</font><font color="#333333"></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333">Il computer &egrave; quotidianamente acceso nelle camere degli adolescenti, ma non serve per effettuare ricerche scolastiche... Attraverso lo schermo i giovani cercano soltanto divertimento fine a se stesso.</font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333">La ricerca dei Pediatri porta alla ribalta tutte queste problematiche: <font color="#ff0000">su un campione di 1.200 pre-adolescenti, attenzione, studenti delle scuole medie inferiori, quindi di et&agrave; compresa tra i 12 e i 14 anni, i fumatori sono il 30,2% (il 6,6% in pi&ugrave; rispetto al 2007), l&rsquo;uso di cannabis &egrave; pari al 41.7% (il 6,8% in pi&ugrave; rispetto al 2007), bere alcol tocca il valore del 40,5% (il 2% in pi&ugrave; rispetto al 2007)! </font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#ff0000">Il dramma del mondo giovanile <font color="#333333">si sta dunque consumando</font> </font><font color="#333333">sotto lo sguardo spesso distaccato ed indifferente di moltissimi adulti, che hanno ormai delegato ogni funzione educativa ai <font color="#ff0000">meccanismi compensativi della societ&agrave; dei consumi</font>&hellip; </font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana" color="#333333">&nbsp;</font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: #333333; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2">Roberto Rossolini</font></span></p>
</span></span></span></span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Quante gocce di filosofia in una vecchia canzone…]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=99</id>
		<created>2008-11-19T12:11:59+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><strong><em><img alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/Spazio.jpg" /></em></strong></font></p>
<p align="center"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><strong><em>L'immensit&agrave;...</em></strong></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="2"><strong><font color="#000080" size="4">C</font></strong><font color="#333333">hi, <font color="#333333">come me, lavora con i giovani purtroppo sa che tipo di musica ha la meglio nel loro mondo; tranne qualche fortunata eccezione, la qualit&agrave; orchestrale &egrave; molto bassa e i testi sono spesso demenziali, oppure addirittura pericolosamente trasgressivi, con contenuti ridondanti. Per quanto riguarda la canzone italiana, si tratta nella migliore delle ipotesi di testi vuoti ed insignificanti. Proprio in questi giorni, volendo "disintossicarmi", dopo aver ascoltato, mio malgrado, qualche brano di questo genere, ho deciso di sistemare il mio archivio musicale ed &egrave; sommessamente tornata alla luce una vecchia canzone del</font> <font color="#000080">1967</font>,<font color="#333333"> intitolata</font> “<font color="#000080">L’immensit&agrave;</font>”, </font><font color="#333333">cantata da Johnny Dorelli. </font></font></span></font><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#333333" size="2"><font color="#333333">Non ho</font> <font color="#333333">potuto trattenere qualche riflessione. </font></font></span></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"></span><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#333333" size="2">Si tratta, apparentemente, di una<span style="mso-spacerun: yes">  </span>“canzonetta sanremese” di tempi ormai lontani, ma se ci si sofferma sul testo si scorgono straordinari “sottintesi” filosofici. </font></span><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font color="#333333">In quelle poche parole di “</font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#333333">Don Backy - Mogol – Mariano” ci sono concetti profondissimi che tanti autori (compreso il sottoscritto) hanno cercato di comunicare attraverso pagine e pagine di testi scritti:</font> </span></span></font></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"></span></span></font><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><strong><font size="4">l</font></strong>’armonia della natura, non casuale, ma manifestazione fenomenica dell’Assoluto; </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"></span><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><strong><font size="4">i</font></strong>l riferimento al trascendente, come Logos Universale che include ogni particolare; </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"></span><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><strong><font size="4">i</font></strong>l senso del limite e la lucida consapevolezza della finitezza umana; </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"></span><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><strong><font size="4">i</font></strong>l bisogno di fondamento; </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><font color="#000080"><strong><font size="4">l</font></strong>'intuizione di essere solo un piccolo pensiero, un logos particolare, nel grande Logos Universale; l’intuizione che nel pensiero stesso si cela la nostra massima istanza di libert&agrave;.</font> </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"></span><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font size="2"><font face="Verdana" color="#333333">Oggi il mercato che accoglienza riserverebbe ad una canzone con un testo simile, anche se addolcita da sonorit&agrave; contemporanee…?</font></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#0000ff" size="1"><em>~</em></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"></span><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 14pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080" size="2"><strong>L'immensit&agrave; </strong></font></span></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><span style="FONT-SIZE: 14pt; FONT-FAMILY: " new=""></span></span><i><span style="FONT-SIZE: 7.5pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080" size="2"><strong>Don Backy - Mogol - Mariano</strong></font></span></i><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080"><strong> </strong></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#0000ff" size="1"><em>~</em></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#333333" size="1"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080"><strong>Io son sicuro che, per ogni goccia<br />per ogni goccia che cadr&agrave;<br />un nuovo fiore nascer&agrave;<br />e su quel fiore una farfalla voler&agrave; </strong></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#0000ff" size="1"><em>~</em></font></span></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080"><strong>Io son sicuro che<br />in questa grande immensit&agrave;<br />qualcuno pensa un poco a me<br />e non mi scorder&agrave; </strong></font></span></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#0000ff" size="1">~</font></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080"><strong>S&igrave;, io lo so,<br />tutta la vita sempre solo non sar&ograve;<br />e un giorno io sapr&ograve;<br />d'essere un piccolo pensiero<br />nella pi&ugrave; grande immensit&agrave;...<br />di quel cielo</strong></font></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-style: italic"><font color="#0000ff" size="1"><em>~</em></font></span></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Comic Sans MS" color="#000080"><strong>S&igrave;, io lo so,<br />tutta la vita sempre solo non sar&ograve;<br />un giorno trover&ograve;<br />un po' d'amore anche per me<br />per me che sono nullit&agrave;<br />nell'immensit&agrave;...</strong></font></span></span></span></span></span></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=99"/>
		<issued>2008-11-19T12:11:59+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[L'agonia della metafisica ed il proliferare del nichilismo...]]></title>
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		<created>2008-11-13T11:29:36+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><strong><em><img alt="" src="/public/Antimetafisica.png" /></em></strong></font></p>
<p align="center"><font face="Verdana" color="#000080" size="2"><strong><em>La desolazione del nulla...</em></strong></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font color="#333333" size="2"><font face="Verdana"><font face="Times New Roman" color="#800000" size="4"><strong><em>I</em></strong></font>l recente interscambio culturale con il mio amico Andrea, il cui sito </font></font><a href="http://www.andreaanconetani.it/dblog/"><font face="Verdana" color="#0000ff" size="2">http://www.andreaanconetani.it/dblog/</font></a><font face="Verdana" color="#333333" size="2"> </font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333" size="2">contiene un'interessante teoria sulla “<font color="#800000">metafisica delle cose</font>”, m'induce a questo approfondimento sul tema. A partire dal XIX secolo abbiamo assistito al<span style="mso-spacerun: yes">  </span>prorompere dell’immanentismo nella vita sociale.  Nel Novecento, infatti, la crisi del patrimonio filosofico del passato ha visto il proprio apice, in quanto tutto il sistema dei “<font color="#800000">saperi forti</font>”, che costituiva da secoli il quadro di riferimento culturale, &egrave; stato colpito alle radici dallo sviluppo di un incipiente modello sociale basato sull’edonismo, sul consumismo e sulle logiche di mercato…<span style="mso-spacerun: yes">  </span>Direi che la crisi della metafisica coincide, in sostanza, con la crisi dell’uomo contemporaneo, ridotto a vivere senza pi&ugrave; ideali e riferimenti certi cui ispirare il proprio comportamento. Dunque, un coacervo di antimetafisiche si &egrave; abbattuto sulla povera metafisica, che ha avuto la peggio. La scienza ha fatto la sua parte, considerando senza senso ogni speculazione del pensiero e affermando il modello logico-matematico quale strumento fondante di una conoscenza empirica intesa come vera scienza, che rifiuta ogni tipo di ispirazione trascendente. Insomma, una specie di ondata antimetafisica (variegata e organizzata in pi&ugrave; fronti: le antimetafisiche della scienza, pi&ugrave; quelle del linguaggio, pi&ugrave; quelle delle storia, pi&ugrave; quelle psicoanalitiche, pi&ugrave; quelle etiche ecc. ecc.), ha spazzato via tutto un patrimonio culturale di riferimento. C’&egrave; poi il mio “vecchio amico” nichilismo, che, grazie a quanto detto sopra, ha contaminato definitivamente la societ&agrave; contemporanea, decretando la fine della metafisica e del suo <font color="#800000">pensiero forte</font>, sostituendoli con il <font color="#800000">pensiero debole</font> e con l’incertezza di ogni fondamento…</font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333" size="2">E’ stato dunque predicato il presunto bisogno dell’uomo di affrancarsi dai quadri valoriali di riferimento, abbandonando qualsiasi forma di pensiero trascendente, per vivere un’esistenza radicale, scevra da ogni condizionamento metafisico, teologico ed etico… Il XX secolo ha cercato di ricostruire e di mantenere qualche tenue rapporto con la tradizione metafisica. Tuttavia la tendenza fondamentale ha continuato il suo corso. Il definitivo superamento della metafisica, in nome di una (per certi versi inquietante) libert&agrave; dell’uomo, ha continuato a diffondersi. Si tratta di un modello culturale, quello del <font color="#800000">pensiero debole</font>, perfettamente compatibile con il sistema economico e sociale contemporaneo. Nell’affermare il nichilismo, il Novecento sembrava davvero certo di poter decretare la fine definitiva della metafisica, che, attualmente, oltre a non avere pi&ugrave; alcuna ricaduta nella vita quotidiana, viene considerata, a livello intellettuale, una finzione, un’illusione, la pretesa di fondare ci&ograve; che non &egrave;, un pensiero totalizzante e coercitivo delle libere coscienze, la prevaricazione violenta dell’Essere sull’ente, cio&egrave; sull’uomo, che vuol vivere libero… </font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#333333" size="2">E’ chiaro che l’influenza di tutto questo sulla vita e sullo sviluppo dell’umanit&agrave; appare incommensurabile. Ancora una volta il nulla, mio “vecchio interlocutore”, torna a tirarmi per la giacca, compiaciuto di aver vinto…! Il Novecento, dunque, si &egrave; aperto e si &egrave; chiuso lasciando irrisolto il grave problema del nichilismo e del suo proliferare al venir meno della metafisica. Questa ferita ancora aperta costituisce, oggi, la piaga dell’umanit&agrave;, la sua “ultima malattia”… </font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana" color="#800000" size="2">Il mondo contemporaneo, infatti, sempre pi&ugrave; immerso nella nebbia della mancanza del senso, si muove spasmodicamente, inconsapevole di ci&ograve; che, nel tempo, ha drammaticamente perduto.</font></p>
<p><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana" color="#333333" size="2">Roberto Rossolini</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Il bullismo diventa “tecnologico”…]]></title>
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		<created>2008-10-11T10:25:27+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new=""><font color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new=""><font color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new=""><font color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new=""><font color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new=""><font color="#333333" size="2"><img alt="" src="/public/Privacy.png" /></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; LINE-HEIGHT: normal; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#ff0000" size="2"><strong><em>Ora il nuovo bullo agisce sul web!</em></strong></font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: " new="">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font color="#333333"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><font face="Times New Roman" color="#ff0000" size="3"><em>I</em></font></strong> ragazzi che usano <font color="#ff0000">internet </font>sono spesso colpiti da minacce e bullismo <font color="#ff0000">on line</font>. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Sembra eccessivo, ma &egrave; cos&igrave;. Si chiama “<font color="#ff0000">bullismo tecnologico</font>” e tutte le recenti ricerche rilevano che il fenomeno &egrave; in ascesa. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Il bullismo, dunque, allarga il suo campo d’azione, passando dalla vita reale alla dimensione virtuale! </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Oltre ai casi eclatanti dei filmati resi pubblici su YouTube o diffusi attraverso i telefonini, la voglia di </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new="">colpire altre persone attraverso la rete si sta diffondendo sempre di pi&ugrave; fra i giovani. E’ una sorta di “<font color="#ff0000">cyberbullismo</font>”, che mette alla <span style="mso-bidi-font-weight: bold">gogna pubblica</span>, all'interno di un gruppo, il povero malcapitato di turno. Oggi, per vendicarsi nei confronti della ragazza che rompe un rapporto o che "non cede..." c'&egrave; un’arma letale aperta a tutti: <font color="#ff0000"><font color="#333333">il</font> web</font>. Ecco dunque il nuovo volto dei “<font color="#ff0000">cyberbulli</font>” del nuovo millennio. Le vittime pi&ugrave; colpite sono le <span style="mso-bidi-font-weight: bold">ragazze</span>, ma l’arena principale dove si svolge la mattanza di teenager non risparmia nessuno: i siti di <span style="mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#ff0000">social networking</font></span>, cio&egrave; quella specie di comunit&agrave; virtuali delle quali occorre far parte per essere “qualcuno”… In questo modo il bullo di turno agisce screditando ed escludendo “tecnologicamente” la vittima dal gruppo on line. Il <font color="#ff0000">bullismo tecnologico</font> &egrave; inoltre garantito dall’anonimato e questo d&agrave; ai giovani la sensazione di restare comunque impuniti, contando spesso sulla remissivit&agrave; delle vittime. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: " new="">Insomma il bullo pubblica comunemente su <font color="#ff0000">internet </font>o invia a terze persone messaggi personali, vere e proprie minacce o note denigratorie che mettono alla pubblica berlina la vittima prescelta. </span></font></font><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><br /><font face="Verdana" color="#333333">Le ricerche sono preoccupanti e, pur riguardando i paesi anglosassoni, non consentono di considerare il nostro paese immune da questa variante del bullismo tradizionale, anche se quando parliamo del fenomeno rischiamo di lasciare il mondo adulto nello sbigottimento e, spesso, nell'incredulit&agrave;… </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#ff0000">Siamo dunque certi che il pericolo corre sulla chat, ormai in tutti i sensi</font>. </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Che fare allora? </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Deve farsi strada la consapevolezza che i nostri giovani sono esposti ad una<span style="mso-spacerun: yes">  </span>miriade di <font color="#ff0000">rischi tecnologici</font>: dall’adescamento pedofilo e sessuale, fino al “<font color="#ff0000">cyberbullismo</font>”, che si esplica in mille modi, spesso attraverso la strategia facile e immediata dell’emarginazione e dell’esclusione dal gruppo dei “<font color="#ff0000">social networkers</font>…”, senza pi&ugrave; licenza di “<font color="#ff0000">chattare</font>”…</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #001c32; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Roberto Rossolini</font></span></p>
</span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Perché un bambino autistico viene discriminato?]]></title>
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		<created>2008-09-20T12:35:36+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#333333"><img alt="" src="/public/Discriminazione.png" /></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#800000" size="2"><strong><em>Il rifiuto della diversit&agrave;…</em></strong></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#808080" size="1">~</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="2"></font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: ">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="2"><strong><em><font face="Times New Roman" color="#000080" size="4">I</font></em></strong>n questi giorni la rete ferve per via del caso del bambino autistico trattato male ed escluso da parte del personale incaricato, nell’ambito di un’iniziativa per l’infanzia promossa da un grande gruppo commerciale. Commenti di tutti i generi riempiono i forum dedicati alla protesta pubblica attuata dalla madre del bimbo. Nell'esprimere la piena solidariet&agrave; al bambino e alla mamma, va premesso che, come ci dice il web, l’azienda interessata ha gi&agrave; preso le dovute distanze dall’accaduto ed ha contattato la signora per cercare di rimediare allo spiacevole episodio. </font></span></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="2">Forse &egrave; il caso di analizzare pi&ugrave; a fondo le ragioni di questo fatto. </font></span></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="2">Se, come sostengo sempre, la filosofia &egrave; davvero coscienza e spiegazione del mondo, &egrave; possibile procedere ad una lettura pi&ugrave; approfondita di questo genere di cose.<sup>1</sup> </font></span></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "></span><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font size="2">Senza andare troppo indietro nel tempo, alla ricerca del retaggio occidentale costituito dalla logica aristotelica dell’identit&agrave; e non contraddizione, andrei a trovare le radici di simili comportamenti proprio nella caduta dei valori di riferimento che, purtroppo, caratterizza sempre di pi&ugrave; la preoccupante deriva della societ&agrave; contemporanea. Il rispetto della persona e della vita &egrave; ridotto a nulla. Ci&ograve; che conta davvero &egrave; apparire ed avere, sopra tutto e tutti. Se leggiamo il caso alla luce di questa prospettiva, possiamo comprendere meglio l’inquietante origine di certe forme di esclusione e di mancato rispetto, anche nei confronti dell’infanzia in condizioni di difficolt&agrave;. Non conta dunque la persona, ma il suo ruolo sociale e il suo modo di apparire. Conta molto l’efficienza e la rapidit&agrave; del fare, perch&eacute; il tempo &egrave; denaro. Ecco che non c’&egrave; riconoscimento per chi &egrave; lento, poco efficace nelle azioni, diverso rispetto ai modelli esteriori, elevati a canoni cui ispirare i comportamenti. Un bambino con difficolt&agrave;, evidentemente diverso, rappresenta proprio quel potenziale adulto anormale, lento, inefficace, soccombente, capace un giorno di intralciare la veloce corsa di una societ&agrave; dei consumi, che cerca spasmodicamente le luci della ribalta e non la cura della dimensione interiore. </font></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font size="2">La spiegazione di questo, come di molti altri casi, va ricercata nel culto dei disvalori che caratterizza il nostro tempo. In questo modo, purtroppo, l’umanit&agrave; si ritrova sempre pi&ugrave; immersa nel relativismo e sempre pi&ugrave; incapace di uscire dalle spire del nulla. Quando i disvalori sostituiscono surrettiziamente il quadro valoriale di riferimento, il nichilismo ha strada facile per la contaminazione dell’io… </font></span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="2">Trovo ci&ograve; che ho scritto straordinariamente calzante per questa riflessione: <em><font color="#800000">“Non si va alla ricerca del Vero, ma si vive assolutizzando i criteri di utilit&agrave;. Non si punta (…) alla ricerca del senso, ma al creativo porre, formare, plasmare, vincere, volere. Non si tratta di cercare o di scoprire, ma di porre (…). E’ vero ci&ograve; che &egrave; utile, piacevole, eccitante, ci&ograve; che (…) incrementa la vita sulla terra. (…) Il giudizio di fatto &egrave; assimilato al giudizio di valore (…). (…) I giudizi devono dimostrare (…) la loro utilit&agrave; (…); essi devono essere provati non rispetto alla loro Verit&agrave;, ma rispetto alla loro mera operativit&agrave; nei confronti delle esperienze della vita."</font></em><sup>2</sup></font></span></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2">Riuscir&agrave; una ragione ormai emarginata e ridotta ai minimi termini a riprendere il timone della nave per guidare le scelte dell’umanit&agrave; verso un’esistenza mondana pi&ugrave; civile e vivibile per tutti?</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#808080" size="1">~</font></span></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#808080" size="1"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="1"></font></span></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2">Roberto Rossolini</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#808080" size="1">~</font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="1"></font></span></font></span></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: ">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font size="2"><font face="Verdana" color="#333333"><sup></sup></font></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana"><font color="#000080"><font size="1"><sup>1 </sup>Nichilismo, eterna lotta fra ragione e arbitrio, Editore L’Orecchio di Van Gogh, 2006,     </font></font></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#000080" size="1">  ISBN 88-87487-39-1, cap. IX </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#000080" size="1"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana"><font color="#000080"><font size="1"><sup>2 </sup>Nichilismo, eterna lotta fra ragione e arbitrio, Editore L’Orecchio di Van Gogh, 2006, </font></font></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#000080" size="1">  ISBN 88-87487-39-1, pag. 23.</font></span></p>
</span></span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=96"/>
		<issued>2008-09-20T12:35:36+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[S.O.S. bullismo]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=95</id>
		<created>2008-08-22T18:04:14+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><img alt="" src="/public/Bullo.png" /></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#000080"><strong><em>Il fenomeno del bullismo sta presentando il conto ad un mondo adulto che minimizza il proprio ruolo educativo...</em></strong></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"> </p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font size="1"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><strong><font face="Times New Roman" color="#000080" size="4">I</font></strong>n questi ultimi tempi l’attenzione rispetto al fenomeno del <font color="#800000">bullismo</font> si &egrave; moltiplicata. Da pi&ugrave; parti si cerca di correre ai ripari con l’adozione di svariate iniziative e strategie, soprattutto in ambito scolastico. Ma cosa avviene quando il fenomeno esplode? In sostanza si verifica uno squilibrio nei rapporti di reciprocit&agrave; e di negoziazione tra pari, una sperequazione nello sviluppo armonico dell’identit&agrave; individuale e sociale. In questi contesti si sperimenta l’assenza di equilibrio fra la partecipazione responsabile al bene comune e l’autonomia dei giovani, fra il desiderio di costruire intense relazioni sociali e le capacit&agrave; di integrazione e di interazione con l’ambiente. Spesso le prepotenze fisiche, psicologiche o verbali sono caratterizzate dalla tendenza all’omert&agrave; da parte delle vittime, dalla continuit&agrave; nel tempo e dall’abitudine a vivere come “normali” comportamenti di violenza cosiddetta “leggera”. In presenza di intenzionalit&agrave;, persistenza e dinamica relazionale asimmetrica, c’&egrave; <font color="#800000">bullismo</font>. Generalmente concorre una serie di fattori. Il bullo agisce in un contesto in cui gli altri assistono o partecipano in modo pi&ugrave; o meno diretto; alla base di tutto c’&egrave; “il concetto di differenza”, perch&eacute; qualsiasi condizione di debolezza o di diversit&agrave; rispetto a ci&ograve; che viene considerato “normale” espone al rischio di diventare vittima; non vi &egrave; dubbio che il <font color="#800000">bullismo</font> &egrave;, nel contempo, espressione di disagio e fonte di disagio, in una routine negativa che si autoalimenta; spesso il bullo &egrave; la manifestazione di un malessere profondo e antico, che scaturisce da famiglie fragili, problematiche e inadeguate al ruolo educativo, in cui si &egrave; smarrita la consapevolezza di dover offrire se stessi come esempio nei confronti dei figli; il bullo cerca visibilit&agrave; rispetto al gruppo dei pari e ambisce alla conquista di vantaggi e privilegi riconosciuti; alla base di tutto c’&egrave; una disfunzionalit&agrave; nelle dinamiche relazionali e nello sviluppo della personalit&agrave;. </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Dunque che fare? </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Cosa rispondere alle preoccupazioni di chi si trova a convivere con questa scomoda realt&agrave;? </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">E’ comprensibile che gli interventi devono essere volti, non solo al contenimento del fenomeno, ma anche alla prevenzione, nel senso che occorre coinvolgere tutti gli attori interessati al problema: il bullo, la vittima, il gruppo dei pari, i genitori, i docenti, il dirigente scolastico ed ogni adulto che in qualche modo viene a contatto con queste manifestazioni. L’approccio deve essere di tipo “ecologico”, in quanto volto al benessere generale e al miglioramento dell’ambiente in cui la disfunzionalit&agrave; relazionale si sviluppa e cresce. </font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">I piani di intervento, conosciuti e sperimentati, possono essere di vario tipo e livello (primo target: esclusivamente il bullo e la vittima, per fronteggiare l’emergenza, oppure, secondo target: estensione al gruppo e agli adulti per un’azione di pi&ugrave; ampio respiro). In ogni caso queste strategie, pur essendo tutte valide nelle premesse teoriche, negli obiettivi e nell’attuazione, si cimentano nell’impresa titanica di determinare il cambiamento in un quadro di variabili estremamente complesso. </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Intanto un “esercito di bulli” sta presentando il conto ad un mondo adulto superficiale ed omissivo, sempre pi&ugrave; asservito al culto dei disvalori.</font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"> </p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font color="#333333" size="1"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333">Roberto Rossolini</font></span></span></p>
</span>]]></content>
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