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	<title>dBlog</title>
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		<title><![CDATA[Le soddisfazioni di un libro… fra le norme del Diritto]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font size="2" face="Verdana"><font color="#000000" size="4"><em><strong><img style="WIDTH: 391px; HEIGHT: 327px" alt="" src="/public/Codici.JPG" width="384" height="571" /></strong></em></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="2" face="Verdana"><font size="4"><em><strong><font color="#800000">E&rsquo;</font></strong></em> </font>uscito nel 2006 <em><strong><font color="#000080">&ldquo;Nichilismo, eterna lotta fra ragione e arbitrio&rdquo;</font></strong></em> e devo dire che ha dato all&rsquo;autore e, spero, anche all&rsquo;editore, svariate soddisfazioni. Tra queste corre l&rsquo;obbligo di annoverare la lusinghiera attenzione ricevuta in ambito giuridico! Nel riflettere su questo aspetto a posteriori posso dire che i concetti di filosofia del Diritto non hanno mai mancato di ispirare le varie fasi della stesura del libro. Tuttavia sapere che autorevoli giuristi, con le loro prestigiose opere pubblicate da importantissimi nomi dell&rsquo;editoria, hanno preso in considerazione le sommesse posizioni da me espresse in <strong><em><font color="#000080">&ldquo;Nichilismo (&hellip;)&rdquo;</font></em></strong> &egrave; senza dubbio un grande onore, prima, e una bella soddisfazione da un punto di vista umano poi. Basti questa emozionata premessa ad introdurre i due libri in questione. </font><font size="2" face="Verdana">Si tratta di:</font></font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img alt="" src="/public/La civilistica italiana (...).jpg" /></font></p>
<p align="center"><a href="https://shop.giuffre.it/it-IT/products/506307.html"><em><font color="#0000ff" size="1" face="Times New Roman">https://shop.giuffre.it/it-IT/products/506307.html</font></em></a></p>
<p align="justify"><font color="#800000" size="2" face="Verdana"><em>Vincenzo Scalisi, &ldquo;Ruolo della civilistica italiana nel processo di costruzione della nuova Europa&rdquo; (raccolta dei contributi di alcuni tra i maggiori studiosi italiani e stranieri presentati all&rsquo;omonimo convegno internazionale, svoltosi a Messina sotto l&rsquo;Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica), Giuffr&egrave; Editore, 2007, ISBN: 978-88-1413387-9, citazione alla nota n. 52;</em></font></p>
<p align="justify"><em><font color="#800000" size="2" face="Verdana"></font></em></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img style="WIDTH: 123px; HEIGHT: 175px" alt="" src="/public/Nichilismo giuridico (...).jpg" width="116" height="216" /></font></p>
<p align="center"><a href="http://shop.wki.it/Utet_Giuridica/Libri/Nichilismo_giuridico_e_territorio_s21730.aspx"><em><font face="Times New Roman"><font color="#0000ff" size="1">http://shop.wki.it/Utet_Giuridica/Libri/Nichilismo_giuridico_e_territorio_s21730.aspx</font></font></em></a></p>
<p align="justify"><font color="#800000" size="2" face="Verdana"><em>Giovanni Bianco, &ldquo;Nichilismo giuridico e territorio&rdquo;, Editore UTET GIURIDICA, 2010, ISBN: 978-88-5980573-1, citazione alla nota n. 20.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><font color="#000000" face="Verdana">Di fronte al livello di queste due pubblicazioni di carattere giuridico non credo ci sia molto da aggiungere, se non che sono contento di aver dato il mio piccolo contributo alla comprensione del fenomeno. </font></font></p>
<p align="center"><font color="#000000"><img style="WIDTH: 117px; HEIGHT: 162px" alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/libro%202.jpg" width="125" height="190" /></font></p>
<p align="center"><u><em><a href="http://www.ndanet.it/nichilismo.php"><font color="#0000ff" size="1" face="Times New Roman">http://www.ndanet.it/nichilismo.php</font></a></em></u></p>
<p align="center"><font size="2"><font color="#000080" face="Verdana"><strong><em>Roberto Rossolini, &ldquo;Nichilismo, eterna lotta fra ragione e arbitrio&rdquo;, con la prefazione di Graziano Ripanti, L'Orecchio di Van Gogh Editore, 2006</em></strong></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">In conclusione&nbsp;penso di poter dire, con un pizzico di soddisfazione, che il libro stia seguendo egregiamente le prospettive e le aspirazioni per le quali&nbsp;&egrave; stato scritto&hellip;</font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em>L'autore</em></font></p>]]></content>
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		<issued>2011-10-13T11:35:55+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Altro che "Paese del bengodi"...!]]></title>
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		<created>2011-06-09T07:07:13+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><img alt="" src="/public/immigrazione.png" /></font></p>
<p align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>&ldquo;L&rsquo;immigrazione &egrave; una realt&agrave;. Occorre saper coniugare insieme quel principio dell&rsquo; accoglienza che ha sempre innervato l&rsquo; anima profonda del nostro Paese con un altro principio, non meno necessario, quello della legalit&agrave;, di cui tutti si avverte la necessit&agrave; per la convivenza sociale.&rdquo; (Card. Angelo Bagnasco)</em></strong></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><strong><font color="#800000" size="4"><em>R</em></font></strong><font color="#000000">acconto una storia per riflettere sulle condizioni e sui presupposti dell&rsquo;immigrazione&hellip; <br />Una di queste mattine ero nella sala d&rsquo;aspetto del medico di famiglia, come sempre affollatissima di varia umanit&agrave; in cerca di sollievo agli affanni e agli acciacchi di ogni et&agrave;. Nell&rsquo;attesa, avendo appurato che le pubblicazioni non erano di mio gradimento, stavo riflettendo tra me e me, quando la mia attenzione &egrave; stata attirata da una discussione al banco della segretaria del medico. C&rsquo;era una coppia di giovani immigrati africani che sembrava refrattaria di fronte alle spiegazioni dell&rsquo;addetta alle ricette. In sostanza il medico aveva prescritto loro un medicinale, che per&ograve; non era dispensato dal Sistema Sanitario Nazionale, come spesso avviene. I due insistevano, non tanto con le parole o con le argomentazioni, quanto piuttosto con l&rsquo;ostinazione di non voler lasciare l&rsquo;ambulatorio, nonostante le abbondanti spiegazioni della segretaria. I due giovani, insomma, non accettavano di pagare la medicina e non riuscivano o proprio non volevano comprendere che il nostro ordinamento sanitario non prevede farmaci gratuiti per tutti, indistintamente, immigrati compresi&hellip; Le persone presenti hanno presto iniziato a commentare: <em>&ldquo;Avete visto che roba?&rdquo;. &ldquo;Ma dove credono di vivere questi?&rdquo; &ldquo;Noi le medicine le paghiamo e loro pretenderebbero di averle gratis!&rdquo; &ldquo;La settimana scorsa il medico mi ha prescritto le analisi ed ho pagato un ticket molto superiore ai 100 Euro!&rdquo; &ldquo;Ma &egrave; una cosa incredibile, questi cercano sempre di fare i furbi e noi paghiamo le tasse anche per loro!&rdquo;</em> E cos&igrave; via&hellip; Finalmente, forse anche avendo percepito questa crescente ostilit&agrave;, i due sono usciti silenziosamente dall&rsquo;ambulatorio, con grande sollievo della segretaria, che ha chiuso la questione con un commento competente e puntuale sulle condizioni specifiche delle prestazioni e dei farmaci dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale, sottolineando che quei due giovani non rientravano proprio nella rosa delle prestazioni gratuite. Quando tutto sembrava finito, sorpresa! Ecco ricomparire i due immigrati, i quali erano stati nella vicina farmacia con la ricetta del medico, tornando alla carica con la pretesa di non pagare la medicina! La farmacista li aveva rispediti al mittente per maggiori chiarimenti&hellip; A quel punto la segretaria del medico, per liberarsi da quel martellamento a tappeto, si &egrave; vista costretta a scendere anche lei in farmacia per chiarire il caso e mettere i due di fronte alla realt&agrave; che proprio sembravano non voler capire o accettare, forse sospettando anche della possibile malafede dei loro interlocutori&hellip; Dopo pochi minuti l&rsquo;addetta alle ricette &egrave; tornata spiegando che aveva lasciato i due immigrati in farmacia, ancora impegnati nel tentativo di strappare gratis la tanto agognata medicina&hellip;! <br />Ma qual &egrave; il punto fondamentale di questa storiella di ordinaria vita quotidiana?&nbsp;<br />C'&egrave; da chiedersi che tipo di visione del nostro Paese gli immigrati si siano costruiti nel tempo, se vengono da noi con la convinzione che nessuno paga le medicine! Forse &egrave; giunto loro un messaggio falso e distorto della realt&agrave;&hellip;? Forse &egrave; arrivata o &egrave; stata fatta arrivare in quei luoghi deprivati un&rsquo;immagine dell&rsquo;Italia come il <em>&ldquo;Paese del bengodi&rdquo;</em>, dove basta una telefonata per ricevere&nbsp;soldi a palate, dove &egrave; facile vivere nel benessere senza darsi troppo da fare e dove il superfluo sembra essere alla portata di tutti&hellip;? <br />Peccato che simili chimere, dopo aver alimentato i sogni di tanti stranieri, siano destinate a svanire presto nel nulla da cui sono venute, lasciando agli immigrati soltanto amare e spesso drammatiche disillusioni... <br />Altro che <em><strong>&ldquo;Paese del bengodi&quot;</strong>&hellip;</em>! <br /><br />Roberto Rossolini</font></font></p>]]></content>
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		<issued>2011-06-09T07:07:13+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Ciò che la scuola non merita…!]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=116</id>
		<created>2011-03-05T16:10:45+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><img alt="" src="/public/Scuola.png" /></font></p>
<p align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>Nonostante tutte le difficolt&agrave; la "povera balena bianca" &egrave; sempre l&igrave;, ogni giorno, a svolgere la sua azione educativa in favore delle giovani generazioni...</em></strong></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="2"><font face="Verdana"><font color="#800000" size="4"><strong><em>E’</em></strong></font> <font color="#000000">ora di riparlare di scuola e di docenti! <br />Mi torna in mente un’acuta osservazione fatta dal relatore di un Master che ho frequentato. Questo professore disse che la scuola &egrave; facile oggetto di attacchi da parte di chi sostanzialmente non la conosce o la conosce poco, perch&eacute; &egrave; sempre l&igrave;, come una specie di “balena bianca” a rischio estinzione, pronta a svolgere il compito cui &egrave; preposta in silenzio e mitezza… In effetti &egrave; cos&igrave;. La scuola sembra incassare colpi su colpi senza scomporsi pi&ugrave; di tanto… Nonostante tutte le mistificazioni riversate su di essa, l’Istituzione continua tenacemente a fare il suo dovere quotidiano nei confronti delle giovani generazioni. Ed &egrave; cos&igrave; che questo “ubbidir tacendo” della scuola, nobile atteggiamento di servizio pubblico, offre il fianco a quanti sparano volentieri sul nostro sistema educativo. Qualche sera fa ho sentito un noto politico dire che gli insegnanti, poverini, vanno lasciati stare, anche perch&eacute; prendono quattro soldi ecc. Queste pietose intenzioni non fanno bene alla scuola. Battere sempre sul vecchio tasto delle retribuzioni basse fini a se stesse non contribuisce a rafforzare la considerazione sociale del ruolo docente. Il messaggio, cos&igrave; impostato, finisce per essere fuorviante… Retribuzioni basse s&igrave;, ma se messe in rapporto alla funzione svolta per conto dello Stato. Dunque questi politici, animati dalle migliori intenzioni, dovrebbero aggiungere che gli insegnanti vanno lasciati stare, perch&eacute; ricoprono un ruolo fondamentale e prioritario per gli interessi del Paese, pur essendo pagati in maniera non conforme all’estrema delicatezza delle mansioni che svolgono fra mille difficolt&agrave; contingenti. Va cio&egrave; sottolineata la specificit&agrave; della funzione docente rispetto al contesto generale dei pubblici impiegati, i cui stipendi sono pi&ugrave; o meno in linea con quelli della scuola. Tutti pagati quattro soldi, mezzo gaudio? Non &egrave; cos&igrave; e la chiave del discernimento &egrave; proprio quella di sottolineare la diversit&agrave; dei ruoli e delle responsabilit&agrave; all’interno della variegata funzione pubblica. <br />A questa ormai stucchevole e demagogica questione delle retribuzioni si aggiunge il contributo di determinati programmi televisivi, che tratteggiano un’immagine della scuola non proprio confortante… <br />Di recente ho letto e condiviso la lettera ad un giornale scritta da un Dirigente scolastico seriamente preoccupato per la credibilit&agrave; della scuola, oggetto di queste serie televisive, peraltro molto seguite. <br />Povera scuola pubblica, che ubbidisce tacendo, che fa il suo dovere a testa bassa e che, suo malgrado, &egrave; ridotta ad una specie di grottesca parodia di se stessa… Ebbene, il cerchio si chiude. Chi parla della scuola forse non la conosce davvero o se ne raffigura una che non c’&egrave;… <br />Nella assoluta consapevolezza che l’Istituzione scolastica, come tutte le cose umane, non &egrave; priva di difetti e di mancanze, resta pur sempre l’amara coscienza che essa non merita proprio ci&ograve; che &egrave; costretta a subire… <br /><br />Roberto Rossolini</font></font></font></font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA["La nuova anarchia..."!]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=115</id>
		<created>2010-09-27T09:57:48+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><img alt="" src="/public/Caos.png" /></font></p>
<span style="FONT-FAMILY: " new=""><font size="2" face="Verdana"></font></span><span style="FONT-FAMILY: " new="">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>&ldquo;L&rsquo;uomo ama costruire e tracciare strade, &egrave; pacifico. Ma da che viene che ami appassionatamente anche la distruzione e il caos?&rdquo; </em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: " new=""></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>(Fedor Dostoevskij)</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000000" size="1" face="Courier New">~</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font size="2" face="Verdana"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000000"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000000"></font></span></p>
<span style="FONT-FAMILY: " new="">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><strong><em><font color="#800000" size="4">N</font></em></strong>on intendo parlare del pensiero anarchico e della sua storia, perch&eacute; questi concetti sono molto lontani da ci&ograve; su cui vorrei riflettere. Esiste infatti una forma di &ldquo;anarchia&rdquo; pi&ugrave; terra terra, pi&ugrave; strisciante e, per questo, sicuramente pi&ugrave; pericolosa, che finisce per condizionare grandemente la nostra esistenza quotidiana e purtroppo il cammino futuro del Paese&hellip; Questa sorta di &ldquo;anarchia plebea&rdquo;, insomma, prima ancora che un comportamento &egrave; una forma mentis, un modo di ragionare e di essere, ben lungi dal concetto di libert&agrave; estrema alla base del pensiero anarchico, quello vero. Nei &ldquo;nuovi anarchici&rdquo;, questa &egrave; la mia definizione del tutto personale, domina invece l&rsquo;opportunismo e l&rsquo;ipocrisia, condite da una buona dose di faciloneria nell&rsquo;affrontare le cose. Come si manifesta dunque, nei vari aspetti del vivere quotidiano, questa &ldquo;anarchia plebea&rdquo; cui mi riferisco? E&rsquo; presto detto. Nel lavoro privato, dove tutto &egrave; possibile e dove la simpatia, la capacit&agrave; comunicativa e di persuasione possono fare &ldquo;miracoli&rdquo;, imperversa &ldquo;l&rsquo;onnipotenza&rdquo; decisionale, questo si sa, con possibili sperequazioni a tutti i livelli e situazioni molto diverse, in continuo mutamento, da realt&agrave; a realt&agrave;. Ma anche il settore pubblico &egrave; ormai contagiato dal virus della &ldquo;nuova anarchia&rdquo; dei giorni nostri: </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">s&rsquo;invoca la legge quando conviene, salvo poi far finta di nulla quando le norme comportano di rinunciare a qualche privilegio personale; </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">si &egrave; sempre pronti a tirar fuori il falso mito dell&rsquo;efficienza privatistica per giustificare l&rsquo;atteggiamento disinvolto e spesso incompetente di qualcuno che, abusando di specifiche funzioni decisionali, tratta la cosa pubblica come se si trattasse dell&rsquo;amministrazione di casa propria; </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">si approfitta di ogni occasione favorevole per strappare qualche vantaggio alla disattenzione di chi dovrebbe controllare o alle circostanze favorevoli offerte da un certo tipo di organizzazione, oppure si preferisce tacere sulla disapplicazione di norme in materia di lavoro magari al fine di conservare qualche vantaggio orario&hellip; Naturalmente questa mentalit&agrave; investe tutti i momenti della vita, tradendo un relativismo impressionante rispetto ad un&rsquo;autentica cultura del Diritto: </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">meglio non pagare quella tassa dovuta, tanto &egrave; facile che non si accorga nessuno; </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">&egrave; meglio attraversare quel piccolo tratto di strada contromano, per comodit&agrave; e per non fare tutto il giro, si fa prima e tanto la regola non la rispetta pi&ugrave; nessuno&hellip;; </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">non si potrebbe parcheggiare nel raggio di manovra del passo carrabile, comunque il proprietario della casa alla fine pu&ograve; uscire ugualmente&hellip; Dunque questo relativismo nel concepire e nell&rsquo;applicare le leggi ha contaminato anche il settore pubblico, dove, al contrario, si dovrebbe esclusivamente parlare attraverso gli atti e attraverso la corretta applicazione delle norme. </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Questa tipologia di essere e di pensare sta minando alle radici il modo di rapportarci nei confronti del nostro patrimonio giuridico, frutto secolare dei migliori concetti di filosofia del Diritto. Anzich&eacute; vedere l&rsquo;ordinamento come una alta e nobile garanzia di libert&agrave; e di tutela della persona e del lavoro, lo si concepisce come un fastidio o come un inciampo nel disinvolto operare privatistico in tutti i settori dell&rsquo;agire umano: </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">facciamo cos&igrave; perch&eacute; &egrave; meglio e facciamo prima, fingiamo di ignorare l&rsquo;esistenza delle regole, andiamo avanti fino a quando &egrave; possibile mantenere qualche vantaggio, tanto poi ci si pu&ograve; sempre ricordare della norma al momento del bisogno&hellip; E cos&igrave;, anche nel pubblico, fa comodo contare sulle voci di qualche burocrate &ldquo;geneticamente modificato&rdquo;, che blandisce oralmente chi chiede proprio questo tipo di rassicurazione, anzich&eacute; confidare sugli atti, che dovrebbero essere l&rsquo;espressione concreta del Diritto&hellip; A me &egrave; capitato anche di dover sentire una persona facente parte della &ldquo;nuova anarchia&rdquo; dire candidamente: &ldquo;Che c&rsquo;entra, anch&rsquo;io sono per la legalit&agrave;&hellip;&rdquo;! Davvero il colmo dell&rsquo;ipocrisia.</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">C'&egrave; poi tutto il mondo di quelli che usufruiscono di servizi con la prospettiva&nbsp;di non saldare il conto o di cercare vari modi per evitare il corrispettivo dovuto, che&nbsp;non onorano le scadenze pattuite per i pagamenti nei rapporti commerciali, come se non si trattasse di obblighi morali e giuridici, ma di opinabili adempimenti da manipolare a piacimento...</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Mi fermo qui, ma l&rsquo;elenco dei vizi &egrave; ancora lungo. Chi vuole potr&agrave; completarlo alla luce della sua esperienza personale. </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Ci&ograve; che conta &egrave; che purtroppo questo esempio per le giovani generazioni &egrave; devastante. Come facciamo ad essere credibili come adulti ed educatori quando noi stessi pratichiamo questa forma di &ldquo;anarchia&rdquo;&hellip;? </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">E poi chiediamo agli adolescenti il rispetto delle regole&hellip;?</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" size="2" face="Verdana">In linea con l&rsquo;insofferenza nei confronti di ogni minima formazione giuridica assistiamo alla riduzione al lumicino del Diritto nei piani di studio della scuola secondaria di secondo grado&hellip;, segno che la pericolosa tendenza ha ormai contaminato ad ogni livello la societ&agrave; contemporanea. </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Infatti la riforma Gelmini entrata in vigore quest&rsquo;anno non &egrave; affatto tenera con la materia, introducendo il suo ridimensionamento negli Istituti tecnici e professionali e la sua quasi totale scomparsa dai Licei, dove la fantomatica opzione economico-sociale, consentita solo al liceo delle scienze umane, non sar&agrave; in grado di parare il duro colpo inferto alla disciplina. In questo modo avremo giovani che non sapranno cosa siano le fonti del Diritto, gli Organi costituzionali, la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica, un contratto, un piano regolatore e cos&igrave; via&hellip; <br />In questo modo le future generazioni saranno prive di quelle cognizioni giuridiche di base e degli strumenti necessari alla maturazione di una coscienza civile, ma soprattutto ignoreranno sempre di pi&ugrave; i propri doveri di cittadini. </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new=""></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Lo smantellamento del patrimonio giuridico della scuola va di pari passo con il dilagare del relativismo nei confronti delle norme di cui abbiamo tristemente parlato. Purtroppo il risultato &egrave; a dir poco inquietante&hellip; </font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new=""></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Questa mediocre e strisciante mentalit&agrave; &ldquo;anarchica&rdquo; e l&rsquo;analfabetismo giuridico rischiano di essere gli unici strumenti che siamo in grado di consegnare ai cittadini di domani per affrontare la vita&hellip;!</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font size="2" face="Verdana"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font size="2" face="Verdana"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Roberto Rossolini</font></span></p>
</span></span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=115"/>
		<issued>2010-09-27T09:57:48+01:00</issued>
		<modified>2010-09-27T09:57:48+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Un libro sul dramma del rifiuto della vita in età giovanile]]></title>
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		<created>2010-08-06T09:36:43+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"></font></p>
<p align="center"><font size="2"><font face="Verdana"><em><font color="#800000"><strong>&nbsp;<img alt="" src="/public/Postfazione.jpg" />
<p align="center">Vitina Maioriello, Il nulla e il suicidio giovanile. Analisi e riflessioni su un fenomeno drammaticamente attuale, Edizioni Progetto Cultura, Roma 2010, <br />ISBN 978-88-6092-217-5 </p>
</strong></font></em></font></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><font color="#000000"><font color="#000080" size="4"><strong>S</strong></font>i tratta di un libro cui tengo molto, non solo perch&eacute; ne ho scritto la <em>postfazione</em>, ma perch&eacute; ne ho seguito le sorti passo passo fin dall&rsquo;inizio. Se, come sostengo, la prefazione &egrave; un&rsquo;anticipazione di significati, la <em>postfazione</em> rappresenta la riflessione ulteriore in grado di fornire le chiavi interpretative per lo svelamento di tutti i significati. In verit&agrave; il rischio di questo genere di saggistica &egrave; quello di diventare l&rsquo;ennesimo, comunissimo, arido trattato sociologico sul suicidio giovanile&hellip; <br />Una simile deriva &egrave; stata scongiurata forse per la mia irriducibile insistenza, ma soprattutto grazie alla prorompente umanit&agrave; dell&rsquo;autrice, che non poteva certo essere messa a tacere da una fredda classificazione dei dati e da una altrettanto distaccata analisi delle statistiche. Dalla convergenza di questi nostri reciproci apporti &egrave; scaturito quest&rsquo;ultimo libro di <em><font color="#000080">Vitina Maioriello, &ldquo;Il nulla e il suicidio giovanile. Analisi e riflessioni su un fenomeno drammaticamente attuale&rdquo;, pubblicato da Edizioni Progetto Cultura</font></em>. <br />L&rsquo;autrice, che nella vicenda personale dell&rsquo;investimento e della sedia a rotelle ha saputo vedere la luce che splende oltre il buio delle tenebre, ha fatto nuovamente appello alla sua proverbiale forza d&rsquo;animo per leggere con maggiore chiarezza il dramma dell&rsquo;<em>io disperato</em> <em>(cos&igrave;&nbsp;lo definisco nella&nbsp;Postfazione, pag. 123)</em>, che vaga nelle inquietanti nebbie del nichilismo. <br />L&rsquo;impresa &egrave; stata coraggiosa, perch&eacute; affrontare il tema del suicidio giovanile facendo prevalere l&rsquo;approccio filosofico-pedagogico, a me caro, su quello sociologico comunemente usato significa compiere uno sforzo ulteriore per andare <em><font color="#000080">oltre la doxa</font></em>, non dimenticando mai le persone, spesso inghiottite dalla complessit&agrave; dei fenomeni. Ebbene Vitina Maioriello ha scelto di seguirmi fino in fondo su questa strada, decidendo di affrontare il dramma del suicidio giovanile senza esitazioni, contando sulla sua viva sensibilit&agrave; e sul suo tipico approccio ottimista e positivo, alla ricerca delle profonde ragioni del fenomeno, fino a scorgere nel nulla la causa fondamentale dell&rsquo;<em>io disperato</em> che vaga nella societ&agrave; del nichilismo. Dunque Il libro scava nella disperazione dell&rsquo;uomo contemporaneo, nell&rsquo;assenza di speranza, nell&rsquo;angoscia di vivere, nel ruolo esercitato dai mass media, per poi proiettarsi nella proposta di prevenzione, nella prospettiva da me fortemente voluta e condivisa dell&rsquo;educazione morale e dell&rsquo;educazione ai valori, per ritrovare il senso della vita. <br />Insomma un libro autentico, che non si limita al tentativo di comprendere meglio le dinamiche di un fenomeno cos&igrave; drammaticamente attuale, ma che si sforza davvero di guardare alle profondit&agrave; dell&rsquo;animo umano, alla sua solitudine e soprattutto alla sua disperazione, proprio quando questa diventa senza pi&ugrave; speranza&hellip; <br /><br />Roberto Rossolini</font></font></p>]]></content>
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		<issued>2010-08-06T09:36:43+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Registriamo la bella recensione dell’autorevole rivista “LA TECNICA DELLA SCUOLA”]]></title>
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		<created>2010-06-30T00:22:49+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><img alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/La%20Tecnica%20della%20scuola.gif" /></font></p>
<p align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><em><strong>N. 22 - 5 LUGLIO 2010</strong></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" face="Verdana"><font size="2"><strong><font color="#800000" size="4">I</font></strong><font color="#000000">l numero 22 della storica rivista <em><font color="#000000">“LA TECNICA DELLA SCUOLA”</font></em>, quindicinale d’informazione che da 60 anni si occupa dei problemi scolastici, nell’apposita rubrica riservata ai libri, pubblica una lusinghiera recensione, a firma di <em>Alessandra Muschella</em>, dedicata all’ultimo libro di <em><font color="#800000">Roberto Rossolini, “Non luoghi del mondo giovanile – Incursioni all’origine del disagio”, L’Orecchio di Van Gogh edizioni, 2009, ISBN 978-88-87487-70-1:</font></em></font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font color="#000000"> </font></p>
<p align="center"><font color="#000000"><img style="WIDTH: 401px; HEIGHT: 221px" alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/La%20tecnica%20della%20scuola2.jpg" width="574" height="337" /></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Il gradito riconoscimento riservato al testo da parte dell’autorevole rivista, da tanti anni sicuro punto di riferimento nel mondo scolastico, &egrave; motivo di sincera soddisfazione.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Un vivo ringraziamento alla testata e all’autrice della recensione.</font></p>]]></content>
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		<issued>2010-06-30T00:22:49+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Una società che sottovaluta ogni atto educativo...]]></title>
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		<created>2010-06-22T19:33:55+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><strong><font color="#000080" size="5" face="Comic Sans MS">Lettera ai bambini</font></strong></p>
<p class="posttitle" align="center"><font color="#000000" size="4" face="Comic Sans MS"><strong><em>di Gianni Rodari</em></strong></font></p>
<p class="entry" align="center"><font size="3" face="Comic Sans MS"><em><font color="#000000">E’ difficile fare le cose difficili:<br />parlare al sordo,<br />mostrare la rosa al cieco.<br />Bambini, imparate a fare le cose difficili:<br />dare la mano al cieco,<br />cantare per il sordo,<br /></font><font color="#000000"><strong><font color="#000080">liberare gli schiavi<br />che si credono liberi</font></strong>.</font></em></font></p>
<p class="entry" align="center"><font color="#000000"><img style="WIDTH: 169px; HEIGHT: 224px" alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/Cover%202.jpg" width="204" height="345" /></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font face="Verdana"><font size="2"><strong><font color="#000080" size="4">U</font></strong>na mia cara amica e collega ha appena finito di leggere il mio ultimo libro, che le &egrave; piaciuto molto, (naturalmente, altrimenti mi sarei offeso!). Scherzi a parte, lei dice di aver ritrovato nel testo tanto del suo vissuto sul campo della “sfida educativa”, proprio come mi piace definire il nostro lavoro nel mondo giovanile. Noi, che conosciamo la scuola e l’educazione, comprendiamo bene che non esistono ricette n&eacute; progetti che tengano! Il libro affronta le principali tematiche che oggi rappresentano la sfida stessa e questa mia amica ha individuato il messaggio fondamentale che ho voluto trasmettere: l’educazione come fonte di speranza, tanto che nella conclusione ho cercato di sintetizzare la chiave di lettura di tutti i saggi contenuti nel libro. Le lusinghiere parole della mia amica mi spingono a soffermarmi un po’ su questo concetto. Noi sappiamo di non sapere, come ci ha insegnato Socrate, qualche volta non sappiamo che pesci prendere nel rapporto educativo e spesso molti dei canali comunicativi che cerchiamo di attivare si rivelano fallaci… Ma tutto ci&ograve; non pu&ograve; indurci a tirare i remi in barca. Nella tempesta dobbiamo continuare a remare, lottando contro la deriva… Ecco il messaggio fondamentale del libro. La nostra speranza resta dunque nell’educazione, che deve resistere strenuamente, nonostante i tentativi di smantellamento definitivo da parte dell’attuale societ&agrave; nichilistica, intenta a spazzare via ogni atto educativo pedagogicamente ispirato al quadro valoriale espresso dallo svelamento della Verit&agrave;. Cos&igrave; ho cercato di spiegare: </font></font></span><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#800000"><em>“Se &egrave; vero che la crisi educativa &egrave; ormai sotto gli occhi di tutti, &egrave; vero anche che la chiave per risolvere il problema si trova nell’educazione stessa. Per ricostruire ci&ograve; che abbiamo distrutto occorre che il mondo adulto ritrovi prima per s&eacute; e poi per i giovani il senso della vita e la fiducia nel futuro. Viviamo in una societ&agrave; che non sa e che non vuole pi&ugrave; educare, mentre i giovani hanno sempre pi&ugrave; bisogno di sviluppare le loro capacit&agrave; progettuali, di alimentare il loro anelito verso il futuro, di superare le mediocrit&agrave; e le difficolt&agrave; contingenti, in vista di obiettivi di pi&ugrave; ampio respiro. L’educazione, dunque, &egrave; chiamata proprio a questo compito: insegnare a restare fedeli al mondo in cui viviamo, senza dimenticare quello in cui crediamo, perch&eacute; i giovani non siano pi&ugrave; abbandonati a se stessi nel loro difficile cammino evolutivo (…)”</em>.</font><sup>1 </sup></font></font></span></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"></span><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font face="Verdana"><font color="#000000" size="2">Un grazie a questa mia amica per le sue belle parole, che mi hanno fatto di nuovo riflettere sui temi fondamentali del mio libro. </font></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font size="1">~</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font size="2"><font face="Times New Roman"><strong><em><font color="#000080"><font color="#000000">1)</font> <span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt"><font size="2">Roberto Rossolini, Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all’origine del disagio, Ed. L’Orecchio di Van Gogh, 2009, ISBN 978-88-87487-70-1, pag.93.</font></span></font></em></strong></font></font></span></p>]]></content>
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		<issued>2010-06-22T19:33:55+01:00</issued>
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		<title><![CDATA["Non luoghi (...)", recensioni e commenti]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=111</id>
		<created>2010-04-06T11:16:20+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>Anobii, noto Socialnetwork librario, ospita questo bel commento di "Carlotta57":</em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1">~</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><strong><em><font color="#800000" size="3" face="Tahoma"></font></em></strong></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><img alt="" src="/public/cover completa libro.jpg" /> </p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"> </p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><em>"Interessante e utile analisi del mondo giovanile: il disagio, la fragilit&agrave;, il vuoto esistenziale, le cause delle problematiche... Si parla anche della famiglia di oggi, della scuola e del suo difficile ruolo, di emergenza educativa. Importanza dell'educazione come speranza per il futuro, la scuola come investimento e risorsa per il futuro. L'augurio &egrave; che 'il mondo adulto ritrovi prima per s&eacute; e poi per i giovani il senso della vita e la fiducia nel futuro'".</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1">~</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em><strong></strong></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="3" face="Times New Roman"><em><strong>Link attivo: </strong></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><a href="http://www.anobii.com/books/Non_luoghi_del_mondo_giovanile/9788887487701/0139975ef052b71744"><font color="#008080" size="2" face="Verdana"><em><u>Clicca qui per leggere il commento</u></em></font></a></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"> </p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="2" face="Verdana"><strong><em>Commenti sul testo e recensioni di Lib(e)roLibro.it: </em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="2" face="Verdana"><strong><em>"THANKS, NO PROJECTS!"</em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1">~</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><strong><em><font color="#800000" size="2" face="Verdana"></font></em></strong></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><em><font size="2" face="Verdana"></font></em></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font size="2" face="Verdana"><font color="#000080"><strong><font size="4"><em>Q</em></font></strong></font><font color="#000000">ualche lettore, nell’apprezzare il libro, ne sottolinea il carattere, diciamo cos&igrave;, <em>“non progettuale”</em>. Ultimamente me ne ha parlato una persona abituata a navigare nel mare magnum dei progetti destinati all’infanzia e all’adolescenza… Va ribadito che il libro appartiene al genere della saggistica, dunque &egrave; una libera raccolta di riflessioni realistiche su un determinato argomento. Detto questo, l’obiettivo della raccolta di saggi non &egrave; quello di proporre ambiziosi progetti, ma di concentrare l’attenzione su un’analisi puntuale della realt&agrave;. Questo aspetto non va trascurato, tanto che il messaggio del libro vuole essere chiaro: in pedagogia e in educazione non esistono bacchette magiche, n&eacute; soluzioni facili e a portata di mano. Anzi, &egrave; sempre bene diffidare di chi decanta prospettive del genere! Dunque, senza neanche pensare di aggiungere altri progetti a quelli esistenti… <em><font color="#000080">il libro intende affrontare una seria analisi della realt&agrave; giovanile</font></em>, invocando una presa di coscienza delle problematiche attuali da parte del mondo adulto. Solo dopo aver fatto questo si pu&ograve; allargare lo sguardo allo spazio della <em><font color="#000080">speranza</font></em>, che non vuol dire millantare ricette e soluzioni precostituite. <font color="#000080">Il messaggio del libro consiste nell’invito a riscoprire il valore dell’educazione stessa come unica via di salvezza</font>. Non si tratta di fare progetti, ma di impegnarsi di nuovo nella difficile sfida educativa sul campo… </font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em><font color="#000080">La missione di “Non luoghi (…)”</font></em>, insomma, non <font color="#800000"><em>&egrave;</em></font> fornire rimedi e soluzioni, ma <em><font color="#000080">invitare il mondo adulto alla riscoperta delle sue responsabilit&agrave; educative, drammaticamente perdute.</font></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em>L’autore</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="2" face="Verdana"><em><strong>Lib(e)roLibro, pregevole sito di critica libraria, parla di "Non luoghi (...)":</strong></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1">~</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="3" face="Times New Roman"><strong><em>Link attivi:</em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><a href="http://www.liberolibro.it/presentazione-libro-non-luoghi-del-mondo-giovanile-incursioni-allorigine-del-disagio-di-roberto-rossolini/"><font color="#008080" size="2" face="Verdana"><em>http://www.liberolibro.it/presentazione-libro-non-luoghi-del-mondo-giovanile-incursioni-allorigine-del-disagio-di-roberto-rossolini/</em></font></a></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="1"><em>~</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"><em></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><a href="http://www.liberolibro.it/"><font color="#008080" size="2" face="Verdana"><em>http://www.liberolibro.it/</em></font></a></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="1"><em>~</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"><em></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><a href="http://it.blogbabel.com/libri/9788887487701/non-luoghi-del-mondo-giovanile-incursioni-all-origine-del-disagio/"><font color="#008080" size="2" face="Verdana"><em>http://it.blogbabel.com/libri/9788887487701/non-luoghi-del-mondo-giovanile-incursioni-all-origine-del-disagio/</em></font></a></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="1"><em>~</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"><em></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><a href="http://it.blogbabel.com/libri/"><font color="#008080" size="2" face="Verdana"><em>http://it.blogbabel.com/libri/</em></font></a></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="1"><em>~</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#0000ff" size="2" face="Verdana"><em></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><a href="http://www.mybloglog.com/buzz/topics/libri"><font color="#008080" size="2" face="Verdana"><em>http://www.mybloglog.com/buzz/topics/libri</em></font></a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=111"/>
		<issued>2010-04-06T11:16:20+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Nuova presentazione dell'Editore "L'Orecchio di Van Gogh"]]></title>
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		<created>2009-12-11T09:30:15+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Cover 2.jpg" /></p>
<p align="center"><font color="#000080"><font size="2"><strong><em>Roberto&nbsp;Rossolini, &quot;Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all'origine del disagio&quot;, L'Orecchio di Van Gogh edizioni, 2009, </em></strong></font><font size="2"><strong><em>ISBN 978-88-87487-70-1</em></strong></font></font></p>
<p align="center"><font color="#800000" size="2"><strong><em><u>Il libro&nbsp;pu&ograve; essere ordinato&nbsp;in tutte le librerie e on-line attraverso i siti librari</u></em></strong></font></p>
<span style="FONT-FAMILY: " trebuchet="">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000080"><em><font size="2"><span style="FONT-FAMILY: ">Quale responsabilit&agrave; riveste la societ&agrave; contemporanea e qual &egrave; il ruolo esercitato dai mass media rispetto alla criticit&agrave; del sistema educativo? </span><span style="FONT-FAMILY: ">Il disinteresse da parte degli adulti getta i giovani in uno spaesamento collettivo da cui deriva un vuoto esistenziale che finisce per legittimare ogni sorta di comportamento deviante. L&rsquo;autore trasferisce nel libro la sua ultraventennale esperienza di pedagogista affrontando l&rsquo;ampio spettro delle problematiche legate al disagio, mantenendo fermo l&rsquo;obiettivo sulla proposta di un autentico recupero delle responsabilit&agrave; del mondo adulto, sulla speranza nel futuro e sui principi fondamentali cui ispirare l&rsquo;azione educativa.</span></font></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font size="1">~</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-FAMILY: "><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000000"><span style="FONT-FAMILY: " new=""><strong><font color="#800000" size="4">G</font></strong>ioved&igrave; 10 dicembre 2009, nella sala della Biblioteca civica &ldquo;Massimo Ferretti&rdquo; di Chiaravalle, L&rsquo;Orecchio di Van Gogh ha presentato l&rsquo;ultimo libro di Roberto Rossolini, <em><font color="#800000">&ldquo;Non luoghi del mondo giovanile. Incursioni all&rsquo;origine del disagio&rdquo;</font></em>, facente parte della sua collana &ldquo;Nuove Stazioni&rdquo;. </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">All&rsquo;incontro &egrave; intervenuto il Dott. Giovanni Sgardi, caposervizio del quotidiano &ldquo;Il Messaggero&rdquo;. Erano presenti l&rsquo;Assessore alla cultura del Comune, </span><span style="FONT-FAMILY: ">Lorenzo Fabbri, </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">l&rsquo;editore, L&rsquo;Orecchio di Van Gogh, nella persona di Marco Refe e, naturalmente, l&rsquo;autore. Alla cordiale introduzione dell&rsquo;Assessore ha fatto seguito la presentazione del giornalista, che &egrave; stata molto incisiva e concreta, nello stile di chi lavora nell&rsquo;informazione, ed ha offerto all&rsquo;autore molti spunti per sviluppare le varie tematiche affrontate dal libro, a partire dai fatti che il quotidiano riporta ogni giorno sulle sue pagine. Si &egrave; parlato della famiglia, della scuola, dell&rsquo;intercultura e di come affrontare il disagio giovanile in tutte le sue forme, attuando interventi volti alla costruzione di una genitorialit&agrave; pi&ugrave; responsabile e consapevole. </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">Hanno chiuso l&rsquo;incontro le domande dei presenti, con interessanti considerazioni sul delicato ruolo dei nonni nella societ&agrave; contemporanea. </span><span style="FONT-FAMILY: " new="">Al termine della presentazione l&rsquo;autore ha voluto lasciare aperto lo spazio della speranza, spiegando che non esiste una ricetta magica per risolvere i problemi, ma la realistica consapevolezza che la via da seguire, lunga e difficile, si trova nell&rsquo;educazione stessa, purtroppo relegata dal mondo adulto all&rsquo;ultimo posto delle priorit&agrave;&hellip;</span></font></font></font></span></p>
</span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Nella scuola torna ad aleggiare l'analfabetismo giuridico...]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=108</id>
		<created>2009-11-14T11:49:21+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img alt="" src="/public/Bilancia.png" /></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="1" face="Times New Roman">~</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><strong><font color="#000080" size="5" face="Times New Roman">I</font></strong>l nostro &egrave; uno strano Paese, dove le risorse e le contraddizioni si scontrano continuamente in una specie di balletto senza fine. Oltre ad essere rimasti orfani dei Santi, dei poeti e dei navigatori, ora rischiamo anche di ricadere nell&rsquo;analfabetismo giuridico ed economico. Infatti, con la riforma Gelmini, che entrer&agrave; in vigore dall'anno scolastico 2010/11, in antitesi con le indicazioni europee, il diritto e l&rsquo;economia subiranno un pesante ridimensionamento negli Istituti tecnici e professionali, scomparendo quasi del tutto dai Licei, dove la fantomatica opzione economico-sociale, consentita solo al liceo delle scienze umane, non sar&agrave; in grado di parare il colpo inferto all&rsquo;insegnamento del Diritto. In questo modo i giovani usciranno dalla scuola senza sapere cosa siano le fonti del Diritto, gli Organi costituzionali, un contratto, un piano regolatore e cos&igrave; via&hellip; <br />Gli studenti saranno privati di quelle cognizioni giuridiche di base e degli strumenti necessari alla maturazione di una coscienza civile e di una consapevolezza dei propri diritti e doveri. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">In questo contesto, ecco spuntare una nuova materia, chiamata &laquo;Cittadinanza e Costituzione&raquo;, sulla scia della vecchia e bistrattata educazione civica, che verr&agrave; affidata, senza dignit&agrave; di disciplina autonoma, ai docenti di storia, privi della necessaria competenza in ambito giuridico. La cittadinanza, infatti, &egrave; sostanzialmente un concetto giuridico, prima che storico. <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>E&rsquo; come se noi di Diritto ci mettessimo disinvoltamente ad insegnare &ldquo;il ratto delle Sabine&rdquo;&hellip; La contraddizione risulta evidente: la nostra scuola verr&agrave; espropriata del suo bagaglio culturale giuridico ed economico, proprio oggi, in un contesto dove i complessi meccanismi sociali ed il fenomeno della globalizzazione imporrebbero maggiori conoscenze di questo tipo. </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">L&rsquo;analfabetismo giuridico ed economico rischia di pregiudicare le capacit&agrave; dei giovani di inserirsi proficuamente nel tessuto sociale, svolgendo con consapevolezza e senso critico il loro ruolo di cittadini.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em>Prof.ssa Marina Pozzi</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><em>Coordinamento Nazionale docenti Diritto ed Economia</em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana">link attivo:</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><u><a href="http://www.docentidiritto.it"><font color="#0000ff">http://www.docentidiritto.it</font></a></u></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=108"/>
		<issued>2009-11-14T11:49:21+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[La storia di una ragazza che ha sconfitto il buio per ritrovare la luce]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=107</id>
		<created>2009-10-01T11:02:40+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em></em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000"></font><font color="#000080" size="2" face="Verdana">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000"><strong><em><img alt="" src="/public/Libro Vitina.jpg" /> </em></strong>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><strong><em>Vitina Maioriello, &ldquo;Tramonto, buio, luce&rdquo;, Edizioni Progetto Cultura 2003, Roma 2005</em></strong></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><font color="#800000" size="1" face="Arial"><strong><em>&nbsp;</em></strong></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"><font color="#800000" size="4"><strong><em>H</em></strong></font><font color="#000000">o avuto la fortuna di conoscere, se pure virtualmente, l&rsquo;autrice di questo libro proprio attraverso il mio sito web. Mi ha scritto, Vitina, e da l&igrave; &egrave; nata la nostra amicizia a distanza. &ldquo;</font><font color="#800000">Tramonto, buio, luce</font>&rdquo; </font><font color="#000000">&egrave; il racconto autobiografico di questa ragazza, investita da un pirata della strada al ritorno da scuola e rimasta paraplegica fin dalla tenera et&agrave; di sei anni. Il titolo del libro rispecchia i tre momenti che lei ha attraversato nella sua vita.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"><font color="#000000">&ldquo;Il buio&rdquo; &egrave; drammatico e mi ha colpito profondamente. La storia di una bambina spensierata e birichina che, d&rsquo;un tratto, si ritrova, il 24 ottobre 1985, dopo pochi giorni di scuola, irrimediabilmente immobilizzata su una sedia a rotelle ha fatto s&igrave; che trattenessi a stento la commozione. Vitina, che oggi ha trent&rsquo;anni, riesce a comunicare gli stati d&rsquo;animo di quei momenti sconvolgenti con straordinaria semplicit&agrave; ed efficacia. Ho visto, cos&igrave;, nella mia mente, una piccina che si risveglia in un letto d&rsquo;ospedale e che si prepara ad affrontare il calvario che l&rsquo;attende. Ho compreso le sue paure, i suoi turbamenti, il suo senso di solitudine e di abbandono, mentre le cure mediche la sottraevano inevitabilmente all&rsquo;affetto dei suoi genitori. Una frase (pag. 34), legata alla coscienza, nel piccolo cuore di una bimba di sei anni, della irreversibile infermit&agrave; derivante dal drammatico incidente, mi ha raggelato:</font> <em><font color="#800000">&ldquo;Di questa cosa non so perch&eacute; me ne sono subito resa conto, senza che nessuno mi avesse detto niente, quasi consapevole di quello che mi stava succedendo&rdquo;</font><font color="#000000">.</font></em></font><font color="#000000"> Il libro ci dona la trepidante esperienza di una bambina coraggiosa che ha saputo diventare una ragazza forte, proprio attraverso il calvario che ha segnato la sua esistenza. Nel libro ho colto tre aspetti fondamentali, cos&igrave; come Vitina ha suddiviso in tre momenti l&rsquo;incedere della sua vita: lo stato d&rsquo;animo di una bambina schiacciata dal peso enorme di ci&ograve; che le era accaduto, l&rsquo;amicizia tradita e la fede che traspare nei momenti pi&ugrave; bui del racconto. A mio avviso Vitina ha saputo trarre dalla sua sconvolgente esperienza la forza necessaria per andare avanti, ha capito il significato dell&rsquo;amicizia autentica ed ha imparato a conoscere meglio le persone, ha saputo trovare nello spazio dell&rsquo;invocazione il senso profondo della vita:</font><font color="#000000"> <em><font color="#800000">&ldquo;Dovevo vivere ogni cosa di cui ero capace nei giorni che il Signore aveva deciso di darmi, dopotutto, a causa dell&rsquo;incidente, sono andata vicino alla morte e se il nostro Padre non mi ha preso con s&eacute;, vuol dire che dovevo restare su questa terra, seppure su una sedia a rotelle, per continuare a vivere ed essere una persona viva&rdquo; </font><font color="#000000">(pag. 56).</font></em></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000">Ecco lo straordinario messaggio del libro, perch&eacute;, nei momenti in cui tendiamo ad abbatterci di fronte alle vicissitudini della vita, possiamo trovare in noi <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>un pizzico di quella forza con la quale Vitina ha riconquistato la luce.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000"></font></p>
</font></p>
<p><font color="#000000"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000">Roberto Rossolini</font></p>
</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=107"/>
		<issued>2009-10-01T11:02:40+01:00</issued>
		<modified>2009-10-01T11:02:40+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Per “Il piccolo principe” “L’essenziale è invisibile agli occhi”]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=106</id>
		<created>2009-09-18T09:22:04+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Roccia.png" /></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>Ci&ograve; che conta davvero non si scopre immediatamente con i sensi, ma si guadagna con la fatica del pensiero&hellip;</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font color="#800000" size="1" face="Times New Roman">~</font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-FAMILY: "><font size="2" face="Verdana"></font></span></p>
<span style="FONT-FAMILY: "><font color="#000000" face="Verdana">
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white; mso-line-height-alt: 13.0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font size="2"><b><i><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font color="#800000" size="4">O</font></span></i></b><span>rmai da qualche tempo non provvedevo ad incrementare la categoria &ldquo;Pillole&rdquo;, quando una citazione mi ha dato lo spunto. E&rsquo; iniziato un nuovo anno scolastico, con i suoi tempi, con le sue preoccupazioni e con i suoi impegni. Noi che operiamo nella scuola e nell&rsquo;educazione condividiamo questo momento sotto due punti di vista, quello lavorativo e quello familiare: in pratica viviamo contemporaneamente la scuola nostra e quella dei nostri figli. Ed &egrave; proprio cos&igrave; che ho avuto modo di approfondire, se pure fugacemente, un concetto apparentemente piccolo, ma in realt&agrave; straordinariamente grande. L&rsquo;Istituto di mio figlio, in occasione dell&rsquo;incontro di accoglienza, ha proposto il tema della scoperta come curiosit&agrave;, come desiderio che viene dal cuore, volto a comprendere ci&ograve; che ci circonda. A tale proposito gli insegnanti hanno fatto un bellissimo riferimento a &ldquo;Il piccolo principe&rdquo;, di A. De Saint &ndash; Exup&eacute;ry. Una citazione, che non ricordavo, mi ha colpito particolarmente: <em><font color="#800000"><strong>&ldquo;</strong></font><font color="#800000"><strong>L&rsquo;essenziale &egrave; invisibile agli occhi</strong></font></em></span><span><font color="#800000"><strong><em>&rdquo;</em></strong></font>. Questo concetto&nbsp;porta con s&eacute;&nbsp;una verit&agrave;&nbsp;importante&nbsp;e schiude uno sconfinato orizzonte di significati. Ci&ograve; che conta davvero non si percepisce con i sensi, ma si scopre con il cuore. Approvo pienamente la felice scelta dei docenti di ispirare a questo principio pedagogico l&rsquo;accoglienza dei nostri figli. Non a caso la citazione dal libro di De Saint-Exup&eacute;ry mi rimanda a quanto scrissi in <em><font color="#000080">&ldquo;Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio</font></em></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><em><font color="#000080">&rdquo;</font></em>, L&rsquo;Orecchio di Van Gogh, 2006, pag. 138: </span></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white; mso-line-height-alt: 13.0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new=""></span><font size="2"><em><font color="#800000"><span>&ldquo;La nostra storia non &egrave; priva di senso, ma l&rsquo;impostazione dominante non pu&ograve; coglierne la direzione. Il senso non &egrave; un dato e non rientra fra gli episodi che compongono la nostra esperienza sensibile; &egrave;, viceversa, un frutto della ragione, la sua idea</span><span style="FONT-FAMILY: " new="">&rdquo;</span><span style="FONT-FAMILY: " new="">.</span><span style="FONT-FAMILY: " new="" times=""> </span></font></em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white; mso-line-height-alt: 13.0pt" class="MsoNormal" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " new="" times=""></span><span style="FONT-FAMILY: " new=""><font size="2">Ecco, sulla base di queste considerazioni, ho pensato fosse l&rsquo;ora di proporre un&rsquo;altra buona &ldquo;pillola di riflessione&rdquo;, che spero possa essere utile alla riscoperta del pensiero e della sua dimensione interiore, troppo spesso annientati&nbsp;dall&rsquo;immediatezza dell&rsquo;esperienza sensibile&hellip;</font></span></p>
</font></span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=106"/>
		<issued>2009-09-18T09:22:04+01:00</issued>
		<modified>2009-09-18T09:22:04+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[A-sociale o razionale...?]]></title>
		<id>http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=105</id>
		<created>2009-07-29T15:54:30+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#333333"><font size="2" face="Verdana"></font><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font size="2" face="Verdana"><img alt="" src="/public/Conflitti.png" /></font></span></font></p>
<p align="center"><strong><em><font color="#800000" size="2" face="Verdana">La ragione e la dimensione etica nelle relazioni sociali sono disconnesse dal mondo contemporaneo? </font></em></strong></p>
<p align="center"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#000080" size="3" face="Comic Sans MS"><em>"Falso &egrave; il vanto di chi pretende di possedere, all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verit&agrave;."</em></font></span></p>
<p style="MARGIN: 4.5pt 4.5pt 4.5pt 0cm; BACKGROUND: white; mso-outline-level: 2" class="MsoNormal" align="center"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#000080" size="3" face="Comic Sans MS"><em>(Baruch Spinoza)</em></font></span></p>
<p style="MARGIN: 4.5pt 4.5pt 4.5pt 0cm; BACKGROUND: white; mso-outline-level: 2" class="MsoNormal" align="center"><span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold"><font color="#000080" size="1" face="Times New Roman">~</font></span></p>
<span style="mso-bidi-font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: bold">
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000000"><b><i><span><font color="#800000" size="4">D</font></span></i></b><span>a qualche tempo mi sto chiedendo, il post “<i><span style="COLOR: maroon">Un’altra vita</span></i>” ne &egrave; la prova, se non stia davvero diventando un soggetto “a-sociale”, cio&egrave; uno che ha problemi a rapportarsi con gli altri, perch&eacute; non vuole uniformarsi ai meccanismi relazionali ormai acquisiti dalla societ&agrave; contemporanea. Per quanto io possa fare autocritica, non riesco a prescindere dalla realt&agrave; di tutti i giorni. Siamo circondati da modi di fare censurabili, almeno per me. <em><font color="#800000">La dimensione etica nelle relazioni sociali</font></em> sembra definitivamente <em><strong><font color="#800000">annichilita </font></strong></em>ed i criteri che animano la comunicazione fra individui appaiono gli stessi della societ&agrave; dei consumi, ovvero l'utilit&agrave;, il tornaconto e il tempo = denaro, tanto che l'interlocutore viene spesso ridotto a mero strumento necessario per il raggiungimento di derteminati fini.  Vogliamo parlare dell’ipocrisia di certi discorsi sulla politica? Si criticano determinati comportamenti, per poi sotto sotto approvarli, con una sorta di ammirazione per chi li pone in essere e per quel mondo del bengodi e del malcostume di cui sono piene le cronache. Si critica chi non paga le tasse e poi, appena possibile, si predilige un operaio che lavora in nero o si cerca di non pagare il canone Tv. Potrei continuare a lungo su questa strada, ma direi che possa bastare con i riferimenti all’esperienza sensibile. </span></font></font></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Verdana"><font size="2"><span><font color="#000080"><font color="#003300">Mi accorgo di essere sempre meno in sintonia con il mondo circostante e di avere sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; a condividere le posizioni di chi mi sta intorno. E’ su questa mia eterogeneit&agrave; rispetto al reale che mi soffermo a riflettere. Risulta evidente che non vi &egrave; affatto uniformit&agrave; fra razionale e reale e che viviamo in un tempo tutt’altro che conciliato. C’&egrave; dunque molta irrazionalit&agrave; nel mondo e, allo stesso tempo, altrettanta accettazione da parte dell’umanit&agrave; stessa. In altre parole sussiste una grande omogeneit&agrave; fra le coscienze che vivono nel mondo ed il suo incedere irrazionale. Tutto questo &egrave; preoccupante. Purtroppo ci&ograve; che &egrave; reale &egrave; ir<span style="mso-bidi-font-style: italic">razionale</span> e non esiste pi&ugrave; unit&agrave; fra pensiero e realt&agrave;. La conservazione di un mondo conforme a ragione di salvucciana memoria rappresenta ormai un’utopia. L’uomo &egrave; diventato irrazionale e l’arbitrio sembra aver definitivamente sconfitto la ragione. Una spiegazione a questo fenomeno mi viene da ci&ograve; che ho scritto nel libro sul nichilismo, edito da L’Orecchio di Van Gogh:</font> <span><font color="#800000">“Le vicissitudini della vita esprimono, dunque, questa dinamica pendolare di lotta dialettica fra tendenza negativa e controllo della ragione, come facolt&agrave; umana distintiva rispetto al resto dei finiti, senza la quale non ci sarebbe differenza fondamentale. Oggi questo compito regolativo della ragione si &egrave; fortemente indebolito e l’umanit&agrave; cammina spaesata, perch&eacute; la natura tende a prevalere sulla facolt&agrave; preposta al controllo. La ragione perde quindi consistenza ed il nichilismo guadagna posizioni. La tensione ideale verso le soglie del terreno veritativo, unica speranza di salvezza e splendida possibilit&agrave; concessa all’umanit&agrave; per uscire dalle spire del nulla, &egrave; oggi in difetto, tanto da lasciare spazi sempre nuovi al nichilismo per la contaminazione dell’io.” (Roberto Rossolini, Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio, Ed. L’Orecchio di Van Gogh, 2006, Conclusione, pag. 139).</font> </span></font><font color="#003300">Se ne deduce che l’eterogeneit&agrave; fra ragione e irrazionalit&agrave; dilagante ha ormai raggiunto livelli intollerabili, almeno per me e, voglio sperare, non soltanto per me, perch&eacute; confido sempre nei “<em><strong>manipoli dell’arbitrium liberum</strong></em>”, che &egrave; pure un’espressione diffusamente usata nel libro, come speranza per la difficile ricostruzione di un mondo migliore per gli anni a venire…</font></span></font></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span><font color="#999999" size="1" face="Times New Roman">~</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span><span><font color="#000000" size="2" face="Verdana">Roberto Rossolini</font></span></span></p>
</span>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.robertorossolini.it/dblog/articolo.asp?articolo=105"/>
		<issued>2009-07-29T15:54:30+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Un'altra vita...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img alt="" src="http://www.robertorossolini.it/public/Aquila.png" /></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>"Non servono pi&ugrave; eccitanti o ideologie <br />ci vuole un'altra vita".</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#000080" size="2" face="Verdana"><strong><em>(Franco Battiato)</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#000080" size="1" face="Verdana"><em>~</em></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font size="1"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><strong><em><font color="#000000" size="2" face="Verdana"></font></em></strong></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 13.5pt">
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#000000" face="Verdana"><font size="2"><font color="#000080" size="4"><strong><em>G</em></strong></font><font color="#333333">uardo l’argento che colora i miei capelli e penso che forse il tempo che passa mi rende pi&ugrave; intollerante all’ipocrisia, all’ingiustizia, alla falsit&agrave;, all’opportunismo, al pressappochismo praticato nelle cose importanti. Non so se sia la saggezza dell’et&agrave; matura, ma oggi critico apertamente ci&ograve; che in passato mi limitavo a biasimare dentro di me. Sono insofferente di fronte alle cose fatte male, agli abusi ammantati di legalit&agrave;, ai sotterfugi e alle cialtronerie varie. Nelle persone che conosco scorgo sempre pi&ugrave; chiaramente aspetti che non condivido, quali la furberia e la scarsa attenzione verso la correttezza dei gesti, delle parole e degli atteggiamenti. Nel mondo del lavoro non sopporto pi&ugrave; la tendenza, melliflua e apparentemente innocente, di farsi in modo sommesso i fatti e gli interessi propri. Se penso alle parole della mia povera mamma, la quale mi diceva sempre che lo Stato, anche se con ritardo, agisce sempre secondo la legge… Beh, dico che forse i tempi sono cambiati insieme al colore dei miei capelli… Vedo tanta superficialit&agrave; imperversare intorno a me, con persone che invocano le regole a loro piacimento, salvo dimenticarsene quando fa comodo, che si riempiono la bocca di norme disattese e di articoli interpretati a seconda delle esigenze, tanto da lasciare spazio a situazioni atipiche e a nicchie di privilegio, privando il contesto della necessaria armonia, nella mancanza di certezza e di equit&agrave;. Insomma, avverto un sempre maggiore fastidio nel dover convivere con questi comportamenti, che, cosa ancor pi&ugrave; grave, sono il frutto di una vera e propria forma mentis, pi&ugrave; che di un modo di fare legato alle circostanze. Non c’&egrave; nessun meccanismo di autotutela che possa intervenire a salvaguardia del sistema e tutto &egrave; affidato all’eventuale iniziativa personale del singolo, che pu&ograve; tacere oppure perdere la tranquillit&agrave; dei suoi sonni lottando contro questo stato di cose. Purtroppo mi accorgo a mie spese che questa, per cos&igrave; dire, “idiosincrasia acuta” della maturit&agrave; mi sta procurando notevoli arrabbiature che minano la mia serenit&agrave; psico-fisica. Forse &egrave; bene che io tragga consiglio dal Sommo Poeta: “<span style="mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-style: italic">Non ragioniam di lor, ma guarda e passa</span>”, nel detto comune: “Non ti curar di lor ma guarda e passa”. Tuttavia non &egrave; facile farlo. </font></font></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana">Forse ci vorrebbe proprio, come dice Battiato, un’altra vita…</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana"> </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana">Roberto Rossolini</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333"> </font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"><font color="#333333" size="2" face="Verdana"></font></p>
</span>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="3"></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="2" face="Comic Sans MS"><strong><em>Un’altra vita</em></strong></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font size="2" face="Verdana"><font color="#333333"><strong><em><font face="Comic Sans MS">(Franco Battiato)</font></em></strong> </font></font></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="1" face="Verdana"><em>~</em></font></span></span></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><span style="FONT-SIZE: 13.5pt"><font color="#333333" size="2" face="Comic Sans MS"><strong><em>Certe notti per dormire mi metto a leggere, <br />e invece avrei bisogno di attimi di silenzio. <br />Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene, <br />mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione. <br />Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca; <br />mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali. <br />Non servono tranquillanti o terapie <br />ci vuole un'altra vita. <br />Su divani, abbandonati a telecomandi in mano <br />storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono. <br />Sulle strade la terza linea del metr&ograve; che avanza, <br />e macchine parcheggiate in tripla fila, <br />e la sera ritorno con la noia e la stanchezza. <br />Non servono pi&ugrave; eccitanti o ideologie <br />ci vuole un'altra vita.</em></strong></font></span></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Ragazzino di scuola media accoltella l'insegnante in classe! "L'iceberg" del vuoto interiore...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Verdana" color="#333333"><img alt="" src="/public/Iceberg.png" /></font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Courier New" color="#ff0000">ANSA: </font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Courier New" color="#ff0000">&quot;Alunno 13 anni pugnala professore </font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><strong><em><font face="Courier New" color="#ff0000">Aggressione durante lezione di musica in scuola media a Chioggia</font></em></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><font face="Times New Roman" size="1"><em>~</em></font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><strong><font size="1"></font></strong></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><em><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><strong></strong></font></em></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#333333" size="2"><strong></strong></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Courier New" color="#333333"><em><strong>CHIOGGIA (VENEZIA), 17 FEB - Un alunno di 13 anni ha pugnalato il suo professore in classe durante la lezione, conficcandogli un coltello nella schiena. E' accaduto in una scuola media di Chioggia. L'insegnante e' ricoverato in ospedale in prognosi riservata, ma non e' in pericolo di vita, mentre lo studente e' stato denunciato. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino avesse rapporti tesi con l'insegnante di musica e si sarebbe portato dietro il coltello da casa, aggredendo l'uomo a sorpresa&quot;.</strong></em></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Times New Roman" size="1"><em>~</em></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font size="1"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new=""><font face="Verdana" color="#333333" size="2"></font></span></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: "><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " new="">
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><strong><font color="#000080" size="3">N</font></strong>el leggere questa notizia, <font color="#000080"><font color="#333333"><font color="#000080">ANSA</font>, <font color="#000080">17/02/2009</font>, <font color="#000080">ore 10.39</font>,</font><strong><em> </em></strong></font>ho fatto un salto sulla sedia! Se lasciamo perdere i luoghi comuni ed entriamo nel merito della questione con obiettivit&agrave;, ne usciamo malconci ed allarmati&hellip; Chiediamoci perch&eacute; un ragazzino di 13 anni arrivi a tanto&hellip; La risposta &egrave; che il quadro valoriale di riferimento &egrave; completamente assente. </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font color="#000080">La scuola</font>, come istituzione educativa, non conta pi&ugrave; nulla. <font color="#000080">La figura adulta</font>, come tale, non rappresenta pi&ugrave; un modello da rispettare, <font color="#000080">l&rsquo;insegnante</font> come <font color="#000080">educatore</font> non solo non ha pi&ugrave; niente da dire, ma costituisce una sorta di fastidioso limite da aggirare o, come in questo caso, addirittura da eliminare! Se consideriamo in quale contesto socio-culturale possa essere maturato un simile gesto la situazione diventa ancora pi&ugrave; preoccupante. Quali esempi, quali precetti fanno parte del bagaglio educativo dei nostri giovani? &ldquo;L&rsquo;occhio pedagogico&rdquo; ci fa guardare al loro mondo con preoccupazione: senso del limite sempre pi&ugrave; vago, crescente incapacit&agrave; di controllare la frustrazione, bisogno di soddisfare a tutti i costi il proprio ego&hellip; </span></font></font><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Il benessere viene identificato sempre pi&ugrave; con il fare ci&ograve; che si vuole, possibilmente allontanando il dovere per alimentare il piacere e la convivenza con il mondo adulto pu&ograve; sussistere pacificamente, a patto che quest&rsquo;ultimo non frapponga ostacoli allo scorrere della vita&hellip; </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Fatti inquietanti come quello del professore aggredito in classe fanno capire che c&rsquo;&egrave; un &ldquo;iceberg&rdquo; di nichilismo educativo, spesso latente e silenzioso, la cui punta a volte esplode in episodi eclatanti come quello citato. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Nella mia esperienza vedo, soprattutto nei ragazzi pi&ugrave; grandi, questa pericolosa incapacit&agrave; di gestire il limite e la frustrazione ad esso collegata, segno grave che l&rsquo;interiorizzazione delle regole entro le quali costruire un modello di vita non &egrave; stata sufficientemente sperimentata. C&rsquo;&egrave; da chiedersi quali modelli questa societ&agrave; abbia propagandato al mondo giovanile&hellip; Se invece di studiare il giovane telefona o ascolta musica non importa, perch&eacute; la sua soddisfazione personale conta pi&ugrave; di ogni altra cosa. Se nessuno lo intralcia bene, ma se qualcuno gli rompe le &ldquo;uova nel paniere&rdquo;, magari tediandolo con<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>regole, senso del dovere e altri limiti del genere, la frustrazione cresce fino a spingerlo alla ribellione totale, per riconquistare quel fragile ed illusorio benessere che senso del dovere e impegno quotidiano rischiano di compromettere&hellip; </span></font></font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#000080">Il vuoto interiore manifestato&nbsp;dai giovani deriva dallo smarrimento del senso del limite che il mondo adulto della volont&agrave; di potenza ha definitivamente attuato. </font></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "><font face="Verdana" color="#333333"><font color="#000080"><font color="#333333">La conclusione pu&ograve; essere sintetizzata in una domanda:</font> &ldquo;Quanto nichilismo educativo si nasconde dietro i comportamenti sconsiderati dei giovani?&rdquo;</font> </font></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana" color="#333333">&nbsp;</font></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: "></span><font face="Verdana"><font color="#333333"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: ">Roberto Rossolini</span></font></font></p>
</span></span>]]></content>
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