
"Ha amato la verità"...
Proprio ieri, passando fra i banchi ho visto un ragazzo della terza c con un libro di storia aperto.
Il mio sguardo ha colto questa citazione, che ho subito trascritto:
~
“Ho fatto del mio meglio, durante tutta la vita, per realizzare una sincerità totale dell’espressione e del pensiero. Reputo l’accondiscendenza verso la menzogna, di qualunque pretesto possa ammantarsi, la peggiore lebbra dell’anima. Io desidererei che fossero incise sulla mia pietra tombale, come unico motto, molto più grande di me, queste semplici parole: Dilexit veritatem”
Marc Bloch ~
Le parole di questo storico francese (6 luglio 1886 - 16 giugno 1944) sono straordinarie e lo diventano ancor di più se rapportate alla funzione educativa. In una società in cui l’ipocrisia rappresenta l’approccio dominante nei confronti della realtà, dovremmo impegnarci per dare ai nostri figli un messaggio diverso, quello della verità come valore da ricercare sopra ogni cosa. Dovremmo testimoniare la forza della verità con l’esempio e con la parola, ma spesso noi stessi restiamo intrappolati dalle logiche del compromesso e dell’opportunismo, tipiche dei nostri ambienti di vita e di lavoro. La lettura delle parole di Marc Bloch, dopo una curiosità iniziale, perlopiù legata al mio interesse per l’argomento, ha destato una certa ilarità nei confronti di un approccio considerato eccessivamente idealista e scarsamente riscontrabile nell’esperienza quotidiana. Il danno che il mondo degli adulti sta creando nelle giovani generazioni è ormai palese. Mi sono tornate in mente diverse circostanze vissute poco prima, in cui la verità finiva per essere velata in vari modi. Questo significa restare schiavi della menzogna, perché solo la forza della verità rende davvero liberi. Impegnarsi per trasmettere ai nostri figli la tensione ideale verso lo svelamento è un nostro preciso dovere morale e professionale. Ma per farlo occorre che i posteri possano ancora dire di noi, come per Marc Bloch, che abbiamo amato la verità.

Daniela Monachesi, Spazi di tempo, Edizioni Simple, Macerata, giugno 2007
Casualmente ho incontrato Daniela Monachesi, una poetessa, che mi ha donato questo libricino.
Il tempo è un grande tema del pensiero filosofico, che traduciamo, in pedagogia, nello sforzo di dare un senso alla dimensione ricreativa nell’età evolutiva. Difatti il rapporto tempo-vita subisce oggi una pericolosa distorsione verso il basso, tanto che ormai da anni è in atto il tentativo di sottrarre i giovani ai “non luoghi” privi di significato, offerti dalla società attuale.
Purtroppo il tempo è banalizzato e ridotto ad una dimensione meramente quantitativa. Nonostante questa degenerazione della società postmoderna, il tempo rimane costitutivo della vita umana e ne rappresenta l’elemento fondante a livello qualitativo. La realizzazione della persona, dunque, dipende proprio dalla capacità di dare al tempo un senso ed un significato.
Le poesie di Daniela Monachesi mi hanno aiutato a soffermarmi con il pensiero sul tema, o sul problema del tempo, dal punto di vista delle discipline filosofico-pedagogiche di mio interesse.
La stessa autrice, nella Premessa di pagina 9, ha inteso gettare lo spunto per un affascinante legame fra filosofia e poesia.
Sono stato subito conquistato da quel virtuoso riferimento a Kant e alle sue “intuizioni pure” di spazio e tempo.
Mi sono tornate in mente le belle domande che i due giovani di Libriamo mi hanno rivolto ed ho pensato alla fiducia nella ragione kantiana che ho cercato di trasmettere, come antidoto al nichilismo dilagante.
Con questa consapevolezza, accompagnato dalle poesie di Daniela Monachesi, ho viaggiato nei meandri del tempo.
Roberto Rossolini
Tempo di oggi
Tempo d’oggi passo di natura stenta.
Celati Inverni in nebbia di falsato
biancore e mostro uragano pare
imbruttita Primavera di stranezze.
Come in estiva serra vulcani sfoghi
di catapultato calore e Autunno poi
segue che di presunto dolce indora
foglie e tempo diventa di crude ferite.
Per l’umanità resta di stagione solo
ritmo a cadenzato d’eterno ricercar.
Vecchio e nuovo d’identità certezza.
(Poesia a pag. 31)
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