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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto (del 04/12/2007 @ 22:29:28, in Cultura, linkato 430 volte)

Un vecchio brano degli Indeep, anno 1982, s'intitola: "Last night a d.j. saved my life"... with a song...

Quando rivelo che negli anni dell’adolescenza sono stato un disc jockey radiofonico i miei interlocutori stentano a conciliare la mia attuale immagine di padre di famiglia e di uomo con “la testa sulle spalle”, con quella leggera e sbarazzina di chi opera dietro una consolle.

Riscontro, infatti, un’effettiva difficoltà degli altri ad immaginarmi, se pur giovanissimo, mentre conduco programmi musicali con la classica cuffia dalle “orecchie gialle” che si usava allora.

Eppure questo mondo rappresenta tutta la spensieratezza della mia adolescenza, quando la passione per la musica “dance anni ‘70” era sostanzialmente il grande sogno della mia vita.

Quel periodo è ormai lontano e il tempo comincia a sbiadire i ricordi ed i contorni di quelle intense passioni adolescenziali.

Il mio lavoro nella scuola, tuttavia, mi porta ad essere sempre in mezzo ai giovani e,

 

in una sorta di nemesi storica, quei ricordi affievoliti stanno riemergendo, in una specie di moto circolare, attraverso i sogni di un ragazzo della quarta B.

 

Passano nella mia mente, giorno dopo giorno, fotogrammi di emozioni vissute quando ero un giovane disc jockey delle mitiche radio libere, nella loro epoca d’oro.

Questo ragazzo, appassionato di musica, naturalmente di quella che piace ai giovani di oggi, ama fare il disc jockey e sogna di affermarsi in questo settore (obiettivo molto difficile da realizzare).

Da quando ha saputo del mio passato, mi coinvolge nelle sue passioni e nei suoi progetti, mi fa ascoltare i vari “remix” da lui realizzati, mi chiede consigli sui suoi “arrangiamenti” musicali, si appassiona ai racconti di quando ero, proprio come lui oggi, un giovanissimo d.j. pieno di speranze.

Attraverso i suoi sogni rivivo quegli anni irripetibili della mia adolescenza, quando desideravo divertirmi ascoltando e diffondendo sonorità, con il grande sogno ad occhi aperti di offrire un tocco di originalità alle vie della musica.

Questo ragazzo mi porta indietro nel tempo ed io mi rivedo con la cuffia in testa, dietro due “piatti” che girano, magari vestito diversamente, con gli antichi “vinili” al posto dei moderni cd, ma con le stesse aspirazioni nel cuore.

Ogni giorno, insomma, leggo negli occhi esuberanti di questo giovane della quarta B la medesima prorompente passione per la musica che caratterizzò la mia adolescenza e, nel contempo, rifletto sul vecchio detto che vorrebbe sempre giovani di spirito gli operatori della scuola e dell’educazione…

 

Roberto Rossolini

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