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10/09/2010 @ 6.16.04
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto (del 27/03/2008 @ 16:02:32, in Cultura, linkato 325 volte)

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“Tutti gli uomini sono dei mostri; non c'è altro da fare che cibarli bene: un buon cuoco fa miracoli!” (O.Wilde)

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In questo nostro tempo la sfida interculturale è senz’altro uno dei temi più dibattuti dalla pedagogia, nell’era della globalizzazione. Ma non è esattamente di questo che vorrei parlare. Ciò basta per chiarire che sono ben lungi dall’affermare posizioni intolleranti. Tuttavia, credo che dovremmo difendere la nostra identità culturale, a cominciare dalla cucina. L’arte culinaria ha sempre rappresentato, infatti, un motivo d’orgoglio e un fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo. Purtroppo ho la sensazione che anche questo baluardo culturale ed identitario sia fortemente minacciato. Racconto un’esperienza come tante, a riprova di quanto sto dicendo. Sono andato a trascorrere un paio di giorni in un centro del nord, con la famiglia, per visitare una nota mostra che ha luogo in quella città. L’ultimo giorno, lasciato l’albergo, ho cercato un ristorante per pranzare. Ne ho visto uno, proprio vicino al monumento appena visitato, che sembrava andar bene: ampio, molto frequentato. Preso posto, ci siamo accorti che era integralmente gestito da stranieri. E’ ovvio che questo non rappresenta motivo di discriminazione. Peccato, però, che la cucina tradisse pesantemente la non italianità di chi la conduceva. In pratica ci sono stati proposti piatti tipici della nostra tradizione culinaria, cucinati da chi non ne conosce i rudimenti basilari! Il risultato è che mio figlio non ha mangiato nulla, io poco (per i morsi della fame), mia moglie qualcosa, non senza sforzo. Quel conto è stato molto salato, non per il suo ammontare, ma per la delusione che rappresentava.  La città, naturalmente, non mancava di offrire molte alternative valide.  Tuttavia, non è l’unico esempio di tentata riproduzione della nostra cucina, con risultati deludenti, da parte di persone provenienti da altre culture e tradizioni. Insomma, vedo con dispiacere che anche questo punto di riferimento della nostra italianità è minacciato pericolosamente, con il rischio, non di una sana integrazione interculturale e di un’offerta ricca e variegata di gusti e sapori provenienti da ogni parte del mondo, ma di uno spiacevole decadimento della qualità della nostra ristorazione. Certo, non si può generalizzare, perché conosco pizzerie gestite da stranieri in grado di concorrere positivamente nel loro settore. Tuttavia il fenomeno non mi sembra da sottovalutare: La vita è troppo breve, per bere del vino cattivo”. (Lessing)

~

Roberto Rossolini

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Di Roberto (del 24/03/2008 @ 23:30:53, in Filosofia, linkato 276 volte)

ISBN: 88-87487-39-1

Il problema del fondamento è uno dei temi principali del libro

Più che di rapporto fra ragione e fede parlerei, a mio avviso più correttamente, di delicato rapporto fra scienza e fede, convinto come sono che nel primo caso la presunta dicotomia sia facilmente eliminabile. Basti pensare alla lezione kantiana. La ragione anela all’incondizionato e pensa l’idea del Sommo Bene, così come la fede crede nel Sommo Bene. In sostanza la questione è riconducibile al concetto di origine e fondamento di tutte le cose. Non è possibile, dunque, strappare la finitezza dalla sua origine. Vale a dire che gli enti finiti non possono essere privi di fondamento. La stessa “Fides et ratio” di Giovanni Paolo II invita a passare dal fenomeno al fondamento. E’ chiaro dunque che ogni tentativo di assolutizzare l’ente, separandolo dall’Essere, è destinato a non andare lontano. Di pari passo tutti gli sforzi di sradicare l’io finito dal Logos creatore non potrebbero fare di meglio, perché il processo di riduzione scoprirebbe, suo malgrado, che il problema del fondamento risorgerebbe ogni volta dalle sue stesse ceneri. Queste sono le profonde ragioni della fede, così come la filosofia afferma le altrettanto profonde prerogative della ragione. Confido nella straordinaria attualità della ragione di Kant, che non nega mai al fenomeno la sua origine e il suo fondamento. Ma potrei citare anche un altro grande filosofo: “La religione, ci ha insegnato Hegel, ha lo stesso oggetto della filosofia, il Vero, ma differisce per la forma”.1 Nel caso del secondo rapporto, quello tra scienza e fede, la cosa si complica molto ed è necessario il rimando all’apposito contributo qui presentato: “Fra scienza e fede: contestazioni a Papa Benedetto XVI, nel nome di una ormai famigerata citazione di Feyerabend“.

Roberto Rossolini

1 Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio, Ed. L'orecchio di Van Gogh, 2006, pag. 14

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"I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto."

(Giacomo Leopardi)

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Sfogliando un libro mi è tornata alla memoria questa frase del grande poeta recanatese. E’ lo spunto per un’altra pillola di riflessione. Purtroppo gli ultimi fatti di cronaca non hanno risparmiato il mondo dell’infanzia (la strage sulla strada di Fiumicino e il terribile ritrovamento di Gravina). Quando guardo gli occhi brillanti di mio figlio non riesco a trattenere un moto di ribellione, pensando ai quei bambini e all’inaccettabilità delle loro tragedie. Come disse il vate, “I fanciulli trovano tutto nel nulla (…)”, infatti riescono a trasformare, con i loro giochi simbolici, il semplice e il banale in mondi fantastici e ricchi di significati profondi, sapendo trarre gratificazione dalle più piccole cose. “(…) Gli uomini”, invece, “trovano il nulla nel tutto”, perché capaci di qualunque nefandezza, sempre più schiavi dell’edonismo e dell’opportunismo. Insomma, la citazione di Leopardi mette in evidenza proprio questa dicotomia, l’innocenza d’animo dei bambini da una parte e il contesto nichilistico del mondo adulto dall’altra. Direi che il concetto è ancor più attuale se rapportato alla società di oggi. In questo sito sono presenti molti richiami alla: negatività della figura adulta omissiva, al venir meno del ruolo educativo genitoriale, al progressivo disfacimento della famiglia. Sulla base di questi contributi, direi che forse farebbe bene ingoiare un’altra pillola di riflessione, prendendo atto che questa società non è capace di proteggere, come dovrebbe, i suoi bambini (i quali, ricordando Platone, rappresentano il futuro stesso di ogni civiltà). Seguendo l’idea ispiratrice della presente categoria tematica contenuta in questa pagina blog, non voglio appesantire troppo la pillola, proprio perché intendo valorizzarne il benefico ruolo di stimolo alla riflessione. Sta di fatto che i dati statistici confermano questa desolante deriva educativa del mondo adulto, con un progressivo aumento dei maltrattamenti sui minori, della pedopornografia e dei disfacimenti familiari. Emerge l’amara considerazione che l’umanità, persa nella deriva dei valori della società attuale, si rivela sempre più incapace di adempiere al fondamentale compito di proteggere i propri cuccioli da quegli agguati che, perversamente, essa stessa tende al mondo dell’infanzia…

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