
Ora il nuovo bullo agisce sul web!
I ragazzi che usano internet sono spesso colpiti da minacce e bullismo on line. Sembra eccessivo, ma è così. Si chiama “bullismo tecnologico” e tutte le recenti ricerche rilevano che il fenomeno è in ascesa. Il bullismo, dunque, allarga il suo campo d’azione, passando dalla vita reale alla dimensione virtuale! Oltre ai casi eclatanti dei filmati resi pubblici su YouTube o diffusi attraverso i telefonini, la voglia di colpire altre persone attraverso la rete si sta diffondendo sempre di più fra i giovani. E’ una sorta di “cyberbullismo”, che mette alla gogna pubblica, all'interno di un gruppo, il povero malcapitato di turno. Oggi, per vendicarsi nei confronti della ragazza che rompe un rapporto o che "non cede..." c'è un’arma letale aperta a tutti: il web. Ecco dunque il nuovo volto dei “cyberbulli” del nuovo millennio. Le vittime più colpite sono le ragazze, ma l’arena principale dove si svolge la mattanza di teenager non risparmia nessuno: i siti di social networking, cioè quella specie di comunità virtuali delle quali occorre far parte per essere “qualcuno”… In questo modo il bullo di turno agisce screditando ed escludendo “tecnologicamente” la vittima dal gruppo on line. Il bullismo tecnologico è inoltre garantito dall’anonimato e questo dà ai giovani la sensazione di restare comunque impuniti, contando spesso sulla remissività delle vittime. Insomma il bullo pubblica comunemente su internet o invia a terze persone messaggi personali, vere e proprie minacce o note denigratorie che mettono alla pubblica berlina la vittima prescelta.
Le ricerche sono preoccupanti e, pur riguardando i paesi anglosassoni, non consentono di considerare il nostro paese immune da questa variante del bullismo tradizionale, anche se quando parliamo del fenomeno rischiamo di lasciare il mondo adulto nello sbigottimento e, spesso, nell'incredulità…
Siamo dunque certi che il pericolo corre sulla chat, ormai in tutti i sensi.
Che fare allora?
Deve farsi strada la consapevolezza che i nostri giovani sono esposti ad una miriade di rischi tecnologici: dall’adescamento pedofilo e sessuale, fino al “cyberbullismo”, che si esplica in mille modi, spesso attraverso la strategia facile e immediata dell’emarginazione e dell’esclusione dal gruppo dei “social networkers…”, senza più licenza di “chattare”…
Roberto Rossolini
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