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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto (del 29/07/2009 @ 15:54:30, in Filosofia, linkato 250 volte)

La ragione e la dimensione etica nelle relazioni sociali sono disconnesse dal mondo contemporaneo?

"Falso è il vanto di chi pretende di possedere, all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità."

(Baruch Spinoza)

~

Da qualche tempo mi sto chiedendo, il post “Un’altra vita” ne è la prova, se non stia davvero diventando un soggetto “a-sociale”, cioè uno che ha problemi a rapportarsi con gli altri, perché non vuole uniformarsi ai meccanismi relazionali ormai acquisiti dalla società contemporanea. Per quanto io possa fare autocritica, non riesco a prescindere dalla realtà di tutti i giorni. Siamo circondati da modi di fare censurabili, almeno per me. La dimensione etica nelle relazioni sociali sembra definitivamente annichilita ed i criteri che animano la comunicazione fra individui appaiono gli stessi della società dei consumi, ovvero l'utilità, il tornaconto e il tempo = denaro, tanto che l'interlocutore viene spesso ridotto a mero strumento necessario per il raggiungimento di derteminati fini.  Vogliamo parlare dell’ipocrisia di certi discorsi sulla politica? Si criticano determinati comportamenti, per poi sotto sotto approvarli, con una sorta di ammirazione per chi li pone in essere e per quel mondo del bengodi e del malcostume di cui sono piene le cronache. Si critica chi non paga le tasse e poi, appena possibile, si predilige un operaio che lavora in nero o si cerca di non pagare il canone Tv. Potrei continuare a lungo su questa strada, ma direi che possa bastare con i riferimenti all’esperienza sensibile.

Mi accorgo di essere sempre meno in sintonia con il mondo circostante e di avere sempre più difficoltà a condividere le posizioni di chi mi sta intorno. E’ su questa mia eterogeneità rispetto al reale che mi soffermo a riflettere. Risulta evidente che non vi è affatto uniformità fra razionale e reale e che viviamo in un tempo tutt’altro che conciliato. C’è dunque molta irrazionalità nel mondo e, allo stesso tempo, altrettanta accettazione da parte dell’umanità stessa. In altre parole sussiste una grande omogeneità fra le coscienze che vivono nel mondo ed il suo incedere irrazionale. Tutto questo è preoccupante. Purtroppo ciò che è reale è irrazionale e non esiste più unità fra pensiero e realtà. La conservazione di un mondo conforme a ragione di salvucciana memoria rappresenta ormai un’utopia. L’uomo è diventato irrazionale e l’arbitrio sembra aver definitivamente sconfitto la ragione. Una spiegazione a questo fenomeno mi viene da ciò che ho scritto nel libro sul nichilismo, edito da L’Orecchio di Van Gogh: “Le vicissitudini della vita esprimono, dunque, questa dinamica pendolare di lotta dialettica fra tendenza negativa e controllo della ragione, come facoltà umana distintiva rispetto al resto dei finiti, senza la quale non ci sarebbe differenza fondamentale. Oggi questo compito regolativo della ragione si è fortemente indebolito e l’umanità cammina spaesata, perché la natura tende a prevalere sulla facoltà preposta al controllo. La ragione perde quindi consistenza ed il nichilismo guadagna posizioni. La tensione ideale verso le soglie del terreno veritativo, unica speranza di salvezza e splendida possibilità concessa all’umanità per uscire dalle spire del nulla, è oggi in difetto, tanto da lasciare spazi sempre nuovi al nichilismo per la contaminazione dell’io.” (Roberto Rossolini, Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio, Ed. L’Orecchio di Van Gogh, 2006, Conclusione, pag. 139). Se ne deduce che l’eterogeneità fra ragione e irrazionalità dilagante ha ormai raggiunto livelli intollerabili, almeno per me e, voglio sperare, non soltanto per me, perché confido sempre nei “manipoli dell’arbitrium liberum”, che è pure un’espressione diffusamente usata nel libro, come speranza per la difficile ricostruzione di un mondo migliore per gli anni a venire…

~

Roberto Rossolini

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