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Di Roberto (del 18/09/2009 @ 09:22:04, in Pillole, linkato 408 volte)

Ciò che conta davvero non si scopre immediatamente con i sensi, ma si guadagna con la fatica del pensiero…

~

Ormai da qualche tempo non provvedevo ad incrementare la categoria “Pillole”, quando una citazione mi ha dato lo spunto. E’ iniziato un nuovo anno scolastico, con i suoi tempi, con le sue preoccupazioni e con i suoi impegni. Noi che operiamo nella scuola e nell’educazione condividiamo questo momento sotto due punti di vista, quello lavorativo e quello familiare: in pratica viviamo contemporaneamente la scuola nostra e quella dei nostri figli. Ed è proprio così che ho avuto modo di approfondire, se pure fugacemente, un concetto apparentemente piccolo, ma in realtà straordinariamente grande. L’Istituto di mio figlio, in occasione dell’incontro di accoglienza, ha proposto il tema della scoperta come curiosità, come desiderio che viene dal cuore, volto a comprendere ciò che ci circonda. A tale proposito gli insegnanti hanno fatto un bellissimo riferimento a “Il piccolo principe”, di A. De Saint – Exupéry. Una citazione, che non ricordavo, mi ha colpito particolarmente: L’essenziale è invisibile agli occhi. Questo concetto porta con sé una verità importante e schiude uno sconfinato orizzonte di significati. Ciò che conta davvero non si percepisce con i sensi, ma si scopre con il cuore. Approvo pienamente la felice scelta dei docenti di ispirare a questo principio pedagogico l’accoglienza dei nostri figli. Non a caso la citazione dal libro di De Saint-Exupéry mi rimanda a quanto scrissi in “Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio, L’Orecchio di Van Gogh, 2006, pag. 138:

“La nostra storia non è priva di senso, ma l’impostazione dominante non può coglierne la direzione. Il senso non è un dato e non rientra fra gli episodi che compongono la nostra esperienza sensibile; è, viceversa, un frutto della ragione, la sua idea.

Ecco, sulla base di queste considerazioni, ho pensato fosse l’ora di proporre un’altra buona “pillola di riflessione”, che spero possa essere utile alla riscoperta del pensiero e della sua dimensione interiore, troppo spesso annientati dall’immediatezza dell’esperienza sensibile…

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