Vitina Maioriello, Il nulla e il suicidio giovanile. Analisi e riflessioni su un fenomeno drammaticamente attuale, Edizioni Progetto Cultura, Roma 2010,
ISBN 978-88-6092-217-5
Si tratta di un libro cui tengo molto, non solo perché ne ho scritto la postfazione, ma perché ne ho seguito le sorti passo passo fin dall’inizio. Se, come sostengo, la prefazione è un’anticipazione di significati, la postfazione rappresenta la riflessione ulteriore in grado di fornire le chiavi interpretative per lo svelamento di tutti i significati. In verità il rischio di questo genere di saggistica è quello di diventare l’ennesimo, comunissimo, arido trattato sociologico sul suicidio giovanile…
Una simile deriva è stata scongiurata forse per la mia irriducibile insistenza, ma soprattutto grazie alla prorompente umanità dell’autrice, che non poteva certo essere messa a tacere da una fredda classificazione dei dati e da una altrettanto distaccata analisi delle statistiche. Dalla convergenza di questi nostri reciproci apporti è scaturito quest’ultimo libro di Vitina Maioriello, “Il nulla e il suicidio giovanile. Analisi e riflessioni su un fenomeno drammaticamente attuale”, pubblicato da Edizioni Progetto Cultura.
L’autrice, che nella vicenda personale dell’investimento e della sedia a rotelle ha saputo vedere la luce che splende oltre il buio delle tenebre, ha fatto nuovamente appello alla sua proverbiale forza d’animo per leggere con maggiore chiarezza il dramma dell’io disperato (così lo definisco nella Postfazione, pag. 123), che vaga nelle inquietanti nebbie del nichilismo.
L’impresa è stata coraggiosa, perché affrontare il tema del suicidio giovanile facendo prevalere l’approccio filosofico-pedagogico, a me caro, su quello sociologico comunemente usato significa compiere uno sforzo ulteriore per andare oltre la doxa, non dimenticando mai le persone, spesso inghiottite dalla complessità dei fenomeni. Ebbene Vitina Maioriello ha scelto di seguirmi fino in fondo su questa strada, decidendo di affrontare il dramma del suicidio giovanile senza esitazioni, contando sulla sua viva sensibilità e sul suo tipico approccio ottimista e positivo, alla ricerca delle profonde ragioni del fenomeno, fino a scorgere nel nulla la causa fondamentale dell’io disperato che vaga nella società del nichilismo. Dunque Il libro scava nella disperazione dell’uomo contemporaneo, nell’assenza di speranza, nell’angoscia di vivere, nel ruolo esercitato dai mass media, per poi proiettarsi nella proposta di prevenzione, nella prospettiva da me fortemente voluta e condivisa dell’educazione morale e dell’educazione ai valori, per ritrovare il senso della vita.
Insomma un libro autentico, che non si limita al tentativo di comprendere meglio le dinamiche di un fenomeno così drammaticamente attuale, ma che si sforza davvero di guardare alle profondità dell’animo umano, alla sua solitudine e soprattutto alla sua disperazione, proprio quando questa diventa senza più speranza…
Roberto Rossolini
Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3
(p)Link
Commenti
Storico
Stampa